Anziana cade nella casa di riposo e muore Sacerdote accusato di omicidio colposo

17 Dicembre 2023

Il prete indiano nei guai in qualità di direttore della struttura. Il pm: la donna era malata e non adeguatamente sorvegliata I parenti della vittima chiedono di essere risarciti con oltre un milione di euro. Ma l’imputato respinge ogni addebito

CHIETI. Omicidio colposo per la morte di un’anziana caduta a terra nella casa di riposo da lui diretta. È l’accusa di cui deve rispondere don Sebastian Daniel Antony Sami, 50 anni, sacerdote nato in India, ora sotto processo davanti al tribunale di Chieti per un reato punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
LE ACCUSE
Il prete, all’epoca dei fatti in qualità di responsabile della struttura Madonna della Pace di Francavilla al Mare, «per colpa consistita in imprudenza, imperizia e negligenza», riassume il sostituto procuratore Giuseppe Falasca, «ha omesso di predisporre l’adeguata sorveglianza» dell’ospite G.D.C., francavillese di 87 anni, «affetta da declino cognitivo dovuto alla “malattia di Alzheimer”, condizioni ben note e alla stregua delle quali l’imputato si era impegnato a un più stringente controllo dell’anziana con l’assegnazione di una badante personale». Il sacerdote, sostiene sempre l’accusa, ha infatti «lasciato la donna senza lo stretto controllo necessario, creando le condizioni perché il 2 dicembre 2018 si alzasse e si recasse da sola in bagno, così cadendo rovinosamente in avanti e riportando lesioni personali, ferite in seguito alle quali decedeva» a distanza di 25 giorni all’ospedale di Ortona.
LA DENUNCIA
Le indagini sono partite dopo la denuncia presentata dai figli della vittima, che si sono costituiti parte civile insieme ai nipoti e che ora chiedono di essere risarciti per una somma complessiva di oltre un milione di euro. «Nostra madre», hanno raccontato, «a partire dal 2011 ha vissuto nella casa di riposo Madonna della Pace, pagando una retta mensile di mille euro. I responsabili della struttura, da giugno 2018, hanno chiesto una maggiorazione di 200 euro, giustificata dalla necessità di assicurare una maggiore attenzione all’anziana, come risulta anche dai messaggi scambiati con don Sebastian e dai pagamenti eseguiti. Lo stesso don Sebastian ha assicurato la presenza di una badante dedicata a nostra madre, per seguirla maggiormente, come consigliabile a seguito del peggioramento delle condizioni di salute».
LA CADUTA
Il giorno della caduta l’anziana è stata trasportata in ambulanza all’ospedale di Chieti, dove è stata ricoverata in clinica neurologica. «La figlia dell’anziana», si legge in denuncia, «è stata informata dalla nipote, che aveva ricevuto una visita a casa da don Sebastian, il quale le aveva rappresentato che G.D.C. era caduta in bagno, riportando lesioni non gravi». Le condizioni dell’anziana si sono aggravate con il passare dei giorni, fino alla morte in ospedale.
IL MEDICO LEGALE
Dalla consulenza affidata dal pubblico ministero al medico legale Ildo Polidoro è emerso che il decesso dall’anziana è direttamente riconducibile alle lesioni dovute «alla caduta accidentale con urto contro il pavimento della stanza della struttura dove la donna era ricoverata».
IL PROCESSO
Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Marco De Merolis, Antonio Luciani e Alessandro Gastone Olivieri. Il sacerdote, difeso dall’avvocato Paolo Borrelli, respinge le accuse. Il prossimo 16 maggio, davanti al giudice Enrico Colagreco e al pm Natascia Troiano, saranno ascoltati altri testimoni, tra cui una suora che non si è presentata all’ultima udienza e per la quale è stato disposto l’accompagnamento coattivo.
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