Anziana incastra il falso nipote: truffatore arrestato dentro casa

6 Maggio 2022

Un’84enne riceve una telefonata per l’arrivo di un pacco, ma capisce che è un imbroglio e lancia l’allarme: apre la porta al giovane malvivente fingendo di essere sola, ma con lei ci sono i carabinieri che lo bloccano

CHIETI. Per almeno venti minuti, con la rassicurante presenza dei carabinieri nel suo appartamento, si è improvvisata detective e ha finto di credere alla trappola che le stava tendendo il falso nipote. «Sì, in casa sono sola. Ho già preparato i soldi». La signora Maria Rosa, 84 anni, lo ha ripetuto più volte al telefono mentre l’ignoto interlocutore la informava dell’imminente arrivo di un corriere per la consegna di un computer acquistato dal familiare. Così, quando nell’abitazione di via Salomone si è presentato il sedicente fattorino, da dietro la porta sono sbucati i militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti: Raffaele Vastarella, napoletano di 20 anni, è stato immediatamente arrestato per tentata truffa aggravata e violazione di domicilio. Maria Rosa ha avuto la prontezza di riflessi di non cadere in uno degli innumerevoli raggiri architettati da spregiudicate organizzazioni criminali che, al telefono o porta a porta, con la scusa di un’importante consegna da effettuare per conto di un parente, riescono a portare via anche patrimoni di una vita, provocando negli anziani soli una ferita profonda spesso più del denaro e dell’oro sottratti con l’inganno.
LE TELEFONATE
«Mercoledì, verso mezzogiorno, ero in casa quando ho cominciato a ricevere telefonate sul numero fisso da un uomo che sosteneva di essere Luca, mio nipote». Inizia così il racconto dell’84enne. «Mi diceva che, a breve, un corriere mi avrebbe recapitato un pacco contenente un computer e io avrei dovuto consegnargli 450 euro». Maria Rosa non se l’è bevuta. «Siccome quelle chiamate mi sembravano strane», continua la sua denuncia, «ho deciso di avvisare mia figlia». E quest’ultima, ben comprendendo la situazione, non ha esitato a telefonare al 112. La risposta dei carabinieri è stata tempestiva: nel giro di pochi minuti, nel palazzo alle porte del centro storico di Chieti, si sono precipitati quattro militari. L’anziana era ancora in contatto con l’ignoto interlocutore, che la invitava a non interrompere la conversazione.
LA TRAPPOLA
A quel punto, dopo aver assicurato a Maria Rosa l’adeguata protezione, i carabinieri le hanno spiegato la parte che doveva recitare per incastrare il truffatore. E Maria Rosa è stata bravissima a reggere il gioco fino alle 13.30, quando quella voce maschile «con leggera inflessione dialettale napoletana», ricostruirà l’indomani in tribunale uno degli investigatori, ha avvisato che, di lì a poco, il corriere avrebbe citofonato per la consegna. E così è accaduto: al campanello ha suonato un giovane vestito sportivo, con una tracolla e il volto in parte coperto da un cappellino bianco con la visiera e la scritta «NY». Il ragazzo ha consegnato all’anziana una busta termosaldata chiedendo in cambio il denaro. Pochi secondi dopo, i carabinieri lo hanno bloccato e arrestato. Vastarella ha capito di essere finito in trappola e non ha avuto neppure un accenno di reazione. Dentro il pacco c’era un vecchio libro di 316 pagine ingiallite. Nella borsa, invece, gli investigatori hanno sequestrato un cellulare marca Alcatel, di quelli che su internet si comprano con meno di 20 euro: in memoria, c’erano solo tre chiamate. L’arrestato ha trascorso la notte nella cella di sicurezza della caserma di via Ricciardi, su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani. Si tratta di un giovane disoccupato che vive nel rione Sanità di Napoli e, fino a due giorni fa, se si esclude una denuncia rimediata quand’era minorenne e poi sfociata in un processo concluso con il perdono giudiziale, era sconosciuto alle forze dell’ordine.
L’UDIENZA
Ieri mattina Vastarella, assistito dall’avvocato Giovanni Angelucci, durante l’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice Enrico Colagreco ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (il pm d’aula Natascia Troiano aveva chiesto i domiciliari). Ora parte la caccia ai complici di Vastarella, a cominciare dall’uomo che ha telefonato a casa di Maria Rosa.
IL MECCANISMO
Inchieste più o meno recenti, infatti, hanno svelato l’esistenza di organizzazioni criminali, con base a Napoli e tentacoli ben protesi in tutta Italia, che dispongono di veri e propri “call center” da cui persone molto abili a carpire la fiducia degli interlocutori si spacciano per carabinieri, poliziotti o avvocati. A volte utilizzano la tecnica del falso nipote, mentre in altre circostanze terrorizzano gli anziani facendo credere loro che un parente ha avuto un incidente e che servono dei soldi per liberarlo. Così la vittima, presa del panico, spesso e volentieri accetta di ricevere in casa un complice del telefonista e consegnare denaro e gioielli. Ma non è stato il caso di Maria Rosa.