Anziana invalida al 100% senza assistenza domiciliare

6 Giugno 2015

LANCIANO. É invalida al 100%,ha numerose patologie, è cardiopatica, diabetica, ipovedente, ha deficit cognitivo, problemi renali, ma le è stata revocata l’Adi, assistenza domiciliare integrata....

LANCIANO. É invalida al 100%,ha numerose patologie, è cardiopatica, diabetica, ipovedente, ha deficit cognitivo, problemi renali, ma le è stata revocata l’Adi, assistenza domiciliare integrata. Perché ? «Perché», risponde Aldo Cerulli, segretario regionale di Cittadinanzattiva, «la responsabile del distretto sanitario di Lanciano ha affermato che la donna ha bisogno di servizi di tipo sociale che non competono alla sanità». É l’ultimo caso di interruzione dell’Adi avvenuta a pazienti anche con invalidità grave, nel distretto di via Don Minzoni di cui viene informato il segretario regionale di Cittadinanzattiva. Distretto in cui due anni fa scoppiò proprio il “caso Adi”, ossia la sospensione dell’assistenza improvvisa ad oltre 700 persone tra cui anche malati di sclerosi multipla e patologie invalidanti, per rivedere le cartelle ritenute inappropriate finito sui tavoli della procura frentana in seguito agli esposti di Sel e Cittadinanzattiva, che raccolse 16 denunce da parte di utenti rimasti senza assistenza e che hanno visto peggiorare le proprie condizioni di salute. Caso non ancora chiuso dalla Procura che potrebbe arricchirsi di nuove denunce. «Che arrivano e arriveranno a Cittadinanzattiva», dice Cerulli «perché finora le ho già ricevute da familiari di utenti ai quali è stata interrotta l’Adi senza alcuna disposizione scritta da parte dell’Uvm (unità di valutazione multidimensionale). Un fatto grave visto che ci sono persone con invalidità al 100%, reso ancora più grave se si pensa che l’Adi taglia i ricoveri impropri e che, nell’ottica regionale, è la massima espressione della medicina territoriale che va potenziata». Non a Lanciano, a quanto pare. «A Lanciano viene revocata l’Adi. L'ultimo caso riguarda un’anziana in Adi dal 2013», racconta Cerulli «invalida al 100%, incapace di attendere alle attività quotidiane, con numerose patologie tra cui sindrome ipocinetica severa, sindrome artrosica poliarticolare, osteoporosi, crolli vertebrali multipli, diabete, deficit cognitivo, encefalopatia vascolare, cardiopatia, deficit visivo, problemi ai reni, non deambulante e con piaga da decubito che si è vista revocare l'Adi dal distretto che pensa queste patologie possano curarsi da sole. Il 18 giugno l’anziana dovrà andare a Vasto per visita urologica per modificare cura e, visto che non ha più l’Adi,dovrà anche pagare l’ambulanza che la porterà. É questa la medicina del territorio? E poi, pur volendo trascurare la revoca dell’Adi senza un provvedimento amministrativo, l’umanizzazione ed il diritto alle cure che fine ha fatto?».

Teresa Di Rocco