Anziana raggirata da falsi avvocati

Chiedono la cauzione di 2.500 euro per liberare il figlio arrestato. Nella trappola è caduta una donna di via Salomone
CHIETI. «Suo figlio è stato arrestato in seguito a un incidente stradale, sono l’avvocato che lo assiste», è il contenuto della prima telefonata che un’anziana di via Federico Salomone lunedì mattina riceve da un sedicente avvocato. «La richiamo più tardi». La seconda telefonata, giunta qualche minuto dopo, va al sodo: «Se vuole che suo figlio venga liberato consegni al mio collaboratore che tra poco verrà a farle visita 2.500 euro». Questa volta la truffa è andata a segno. Il fatto è successo nella mattinata di lunedì. Presa dall’ansia la donna ha raccolto i soldi e aspettato con impazienza il collaboratore del sedicente avvocato e senza protestare ha consegnato la somma richiesta. L’assistente dello studio legale non ha dovuto aggiungere molto alle spiegazioni fornite dal finto legale. Ha solo spiegato che il figlio era stato coinvolto in un incidente del quale si era reso responsabile. Ristretto in un non meglio identificato ufficio di polizia i soldi chiesti servivano a pagare una improbabile cauzione, considerato che in Italia non esiste una tale procedura giuridica.
Ma il racconto per la povera donna non faceva una grinza, ignara che la cauzione nel sistema giuridico italiano non è prevista.
Si tratta della quarta truffa commessa ai danni di anziani di Chieti, e della seconda andadata a segno. La prima truffa riuscita fu organizzata ai danni di due pensionati e coincidenza curiosa, proprio di due anziani residenti nella stessa via Salomone. La seconda è stata organizzata ai danni di una professoressa in pensione di viale Europa. Ma i malviventi non sono riusciti nel loro intento così quando, la scorsa estate, hanno telefonato a un’altra coppia di anziani sempre di viale Europa. Hanno paralto di incidente e di arresto del figlio, ma commesso un mastodontico errore sul nome che invece appartiene al nipote della coppia. Ai malviventi è andata proprio male perché in quella occasione presente nell’abitazione c’era la figlia della coppia che li ha letteralmente smascherati.
Nonostante l’impegno di carabinieri, polizia e altre forze dell’ordine, questi episodi continuano ad accadere e purtroppo molte vittime cadono nell’inganno.
I carabinieri continuano a mettere in allerta le persone soprattutto anziane a non accettare tali forme di approccio. In caso di dubbi basta telefonare al 112 dei carabinieri o al 113 della polizia o al 117 della Guardia di Finanza e chiederne l’assistenza. Sull’ultimo episodio stanno indagando i carabinieri della compagnia di Chieti.

