Anziani, bene da tutelare

4 Ottobre 2014

La festa dei nonni nel convento di San Bartolomeo

LANCIANO. «Nel secolo scorso la maggior parte di scienziati non inseguiva la conquista della luna ma la ricerca di una aspettativa di vita più lunga e oggi che è di 80 anni per i maschi e 85 per le femmine dobbiamo difenderla con fermezza». Ha esordito con queste parole Evandro Tascione al convegno conclusivo sull'allungamento dell'aspettativa di vita tenuto giovedì pomeriggio alla Festa dei Nonni al convento di San Bartolomeo. «Gli uomini iniziano a indebolirsi verso i 45 anni», ha continuato Tascione, «mentre le donne alcuni anni dopo ma quelle che fumano accorciano molto il limite. Dobbiamo controllare l'alimentazione e le abitudini voluttarie come fumo e alcool, che sono nemici delle cellule cerebrali, consumando ad esempio pasta lunga, verdure e fagioli che sono la più grande scoperta dell'umanità tanto che vengono ancora definiti la carne dei poveri perché ricchi di proteine. Senza dimenticare ovviamente l'esercizio fisico».

In platea decine di anziani attratti dalle raccomandazioni. «Viviamo nella cultura dello scarto», ha detto Vittorio Spoltore, presidente dell'associazione Ai Cappuccini che ha organizzato l'evento, «che è tipica dei popoli che esaltano l'individualismo e il mito dell'eterna gioventù invece di tutelare adeguatamente i suoi anziani. L'aspettativa di vita è aumentata notevolmente e nel 2015 gli over 65 secondo il Censis saranno più di 12 milioni, una forza politica economica e sociale non indifferente ma molti pensano ancora all'età della pensione come una epoca di parcheggio, di ritiro dalla vita attiva, di riposo egoistico e di tanto tempo libero per non fare nulla. Questo modo di pensare è profondamente sbagliato perché oggi un milione di anziani fa volontariato, il 22% è badante dei nipotini e il 47% contribuisce economicamente alla vita di figli e nipoti». Il convegno si è concluso con l'intervento di don Antonio Di Lorenzo, vicario della Diocesi frentana, sul Senso dell'anzianità e la vocazione degli ottuagenari: «Da parroco la mia esperienza mi dice che bisogna ascoltare molto gli anziani perché non siamo individui ma persone con capacità di ragionare a andare in fondo ai problemi. La dimensione affettiva è primaria, così la dimensione fisica e intellettiva che insieme sono un bene unico. Per esercitare la mente possiamo imparare a memoria le poesie. L'aspetto peggiore è però la solitudine e la chiusura affettiva tanto che oggi molti giovani ricorrono spesso ai nonni solo per ragioni voluttarie. La nonna è invece una biblioteca di esperienze che va difesa con forza e anche se non ha la laurea non è importante, ha la laurea della vita, capisce la sofferenza e le contraddizioni e ha la capacità di reagire».

Arnolfo Paolucci

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