Anziani derubati con il “finto incidente”

3 Marzo 2024

Coniugi 80enni raggirati al telefono da un carabiniere e da un avvocato fasulli. Una ragazza è passata a prendere soldi e ori

GESSOPALENA. «Non fa rabbia per quello che hanno preso, ma per la violenza psicologica che i miei genitori hanno subito. È un trauma che si porteranno dietro negli anni a venire». Parla al Centro il figlio della coppia di anziani di Gessopalena, 82 anni lui e 83 lei, che venerdì mattina è rimasta vittima della truffa del finto incidente. Gente spregiudicata e senza scrupoli che fa leva sui sentimenti, sull'innato istinto di protezione di un genitore verso il figlio. Com'è capitato a marito e moglie, raggiunti da una telefonata al numero fisso di casa poco prima delle 10 di venerdì.
«Qualcuno si è spacciato per maresciallo dei carabinieri di una fantomatica caserma», racconta il figlio, «ha detto loro che mio fratello maggiore aveva avuto un incidente, in cui era rimasto ferito gravemente un ragazzo di 24 anni, e si trovava in una cella di sicurezza. E che servivano soldi affinché un avvocato prendesse in esame la pratica. Ha risposto mio padre ma poi questa persona ha chiesto espressamente di parlare con mia madre». Subito dopo l'anziano ha ricevuto un'altra telefonata, sul cellulare personale. «Era il finto avvocato che ripeteva le stesse cose del “maresciallo”», continua il figlio, «non abbiamo idea di come avessero il numero, ma in questo modo li hanno divisi e li hanno tenuti impegnati, così che non potessero chiamare nessun altro. A mio padre è stato chiesto di andare in un'altra stanza, gli hanno fatto scrivere pagine fitte di codici di verbali, inutili».
Le pressioni psicologiche intanto continuavano. “Sono anch'io padre di famiglia, farei di tutto per mio figlio”, rimarcava il finto maresciallo, “i soldi che avete in casa sono pochi, come potete procurarvene altri?”. «Hanno detto loro di sfilarsi fedi, collanine, di prendere tutti i ricordi preziosi e di pesarli sulla bilancia di casa», racconta indignato il figlio, «dovevano metterli in una busta del congelatore e avrebbero mandato un'incaricata, tale Rossella, a prendere tutto». In pochi minuti la ragazza arriva a casa e gli anziani le consegnano 350 euro, 140 grammi d'oro e il bancomat. I figli, nel frattempo, si accorgono che qualcosa di anomalo sta accadendo dai genitori. «Erano riusciti a imbambolarli completamente», dice amareggiato il figlio, «li abbiamo trovati in lacrime, consapevoli di essere stati raggirati e di essere stati loro a consegnare tutti i ricordi di una vita a questi malfattori. Che intanto continuavano a chiamare per sincerarsi di quello che accadeva: ci hanno anche detto di aver arrestato i colpevoli. Abbiamo subito allertato i veri carabinieri», dice ancora il figlio, «ma non c'è stato modo di intercettarli. Mi auguro che si apra un'indagine, che vengano visionate le telecamere: non basta mettere in guardia i residenti, questi banditi vanno fermati».
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