Anziani feriti e deceduti, ora la perizia

In primo grado non contestati agli imputati due decessi e lesioni a nove ospiti: la Corte d’assise d’appello fa chiarezza
LANCIANO. Una “superperizia” medico-legale e la catalogazione di tutte le intercettazioni video e ambientali. È la decisione dei giudici della Corte d’assise d’appello dell’Aquila nel processo sui presunti maltrattamenti aggravati, avvenuti sei anni fa nella casa anziani di Santa Giusta. Processo incardinato sulla base del ricorso della Procura di Lanciano contro la sentenza della Corte d’assise frentana che, nel maggio 2015, ha condannato per maltrattamenti agli anziani a tre anni di reclusione, risarcimento danni di 30mila euro alle tre parti civili e interdizione per 5 anni dai pubblici uffici, Eva Bucciarelli, 44 anni, di Atessa, legale rappresentante della casa di riposo, e assolto la figlia, Arianna Di Tommaso, 24 anni, impiegata nella struttura, e il medico curante Ciro Gnagnarella, 56 anni. Questi ultimi due era accusati in concorso con la Bucciarelli dei presunti maltrattamenti. I giudici della corte frentana avevano escluso le aggravanti della morte di due ospiti e le lesioni personali gravi a danno di altre tre persone, decidendo per i reati di maltrattamenti semplici e abbandono di persone incapaci. Una sentenza impugnata dall’ex procuratore capo Francesco Menditto, che aveva chiesto la condanna a 16 anni e 6 mesi per Bucciarelli e 9 anni ciascuno per la figlia e Gnagnarella. Secondo la Procura, su indagini di carabinieri e Finanza, «molti anziani erano tenuti tutto il giorno sulle sedie, talvolta legati per evitare che cadessero, erano sottoposti a continui maltrattamenti, percossi». Venivano loro somministrati cibi in scarsa quantità e prodotti scadenti, nonché farmaci senza prescrizione medica e non venivano sottoposti a visite mediche in occasione di malattie contagiose, come la scabbia. A tutti gli imputati era contestata le aggravanti, poi escluse dai giudici, di aver causato la morte di D.C. e di A.D.C. e lesioni personali gravi con 40 giorni di prognosi a nove anziani. «Stanti le perizie nostre e della Procura assai discordanti, per fare chiarezza il presidente della Corte d’assise d’appello Luigi Catelli ha stabilito di fare una perizia ulteriore affidata al professor Mariano Cingolani di Macerata», spiega l’avvocato Alessandro Troilo che, assieme a Giovanni Cerella, difende la Bucciarelli e la figlia, mentre Alberto Paone rappresenta Gnagnarella. «Dalla nostra perizia era emerso che non c’erano maltrattamenti e quindi neanche la correlazione con le morti. Anche i giudici l’avevano riconosciuto». Nominato anche l’informatico Davide Ortolano di Pescara per catalogare video e intercettazioni ambientali: 60 giorni di filmati, 24 ore su 24, girati nella strttura e da sistemare. Il 17 novembre i due tecnici giureranno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

