Anziani maltrattati in ospizio In aula sfilano altri testimoni
VASTO. «Le ho visto lividi, escoriazioni. L’ho trovata a letto, legata con la pettorina. Spesso la vedevo assonnata. Poi ho capito che era trattata malissimo e che era stordita per via delle gocce...
VASTO. «Le ho visto lividi, escoriazioni. L’ho trovata a letto, legata con la pettorina. Spesso la vedevo assonnata. Poi ho capito che era trattata malissimo e che era stordita per via delle gocce che le davano per farla stare zitta e ferma». A parlare, in aula, è la figlia di uno degli anziani ospiti della casa famiglia Arcobaleno di Vasto, chiusa nel luglio 2016 dopo l’inchiesta che ha portato alla sbarra i titolari, Lucio Ramundi, 58 anni (nel frattempo deceduto), e la compagna Carmela Guglielmo, 48 anni.
Quest’ultima è accusata di maltrattamenti aggravati e sevizie contro alcuni ospiti affidati a lei per ragioni di cure, abbandono di incapaci con l’aggravante di avere agito per futili motivi e in un caso, di aver causato la morte del pensionato Luigi Molino. Tre le presunte vittime che si sono costituite parte civile nel processo, che si svolge in Corte di assise a Lanciano, chiedendo un risarcimento danni di 550mila euro. Alcuni testi ieri hanno confermato i maltrattamenti, che gli anziani erano denutriti, picchiati e legati. «Quando andavo spesso la mattina li trovavo con i lividi», dice una ex dipendente che ha lavorato nella struttura dal 2012 al 2014, «quando ho chiesto i motivi dei lividi Carmela e Lucio mi hanno cacciata». Sentiti anche medico e infermiere che prestavano servizio nella casa famiglia. Nei loro racconti non sono emerse privazioni, hanno raccontato ai giudici di non aver visto lividi o segni di maltrattamenti sugli anziani. Anche se il medico ha detto di aver prescritto ad alcuni ospiti dei ricostituenti. (t.d.r.)

