«Anziani maltrattati, noi parte lesa»

23 Luglio 2024

La società Casa San Pio: ora chiederemo i danni all’ex gestore della residenza

LANCIANO. «Nell'inchiesta di Procura e guardia di finanza, la società Casa San Pio risulta essere parte lesa, insieme ai suoi ospiti, e si costituirà parte civile nel futuro processo». È quanto precisa in una nota la Srls che attualmente gestisce la residenza anziani di viale Cappuccini finita, nei giorni scorsi, alla ribalta della cronaca per episodi di maltrattamenti e furti di denaro emersi nel corso delle indagini dei militari della compagnia di Lanciano. Per questi reati sono indagati in tre, a vario titolo: Enrico Morgione, 45 anni, di Lanciano, titolare della ditta che aveva in appalto i servizi socioassistenziali della casa di riposo; Katia Penitente, 51 anni, di Lanciano, dipendente della residenza sanitaria, e Angelo Pace, 62 anni, di Paglieta. Gli episodi accertati e documentati dalla guardia di finanza riguardano un periodo di 11 mesi, che va dal giugno 2022 al maggio 2023.
«All’epoca dei fatti contestati», precisa la nota, «la società Casa San Pio aveva stipulato con la società esterna Morgan Servizi un contratto di appalto inerente la totale gestione dei servizi di assistenza continuativa sotto il profilo sociosanitario della struttura e dei suoi ospiti. Dopo mesi di mala gestione e di problemi sotto ogni punto di vista, i rapporti si sono interrotti bruscamente e sono iniziati ad emergere gli spiacevoli fatti oggi contestati. Nulla può essere addebitato alla nostra società, totalmente estranea ai fatti».
La precisazione arriva poiché «soprattutto sui social veniamo giornalmente etichettati come “mostri e carnefici” di poveri anziani, che in realtà da noi hanno tutte le attenzioni e le cure necessarie, proprio come una vera e propria famiglia. Le indagini della finanza hanno potuto constatare come oggi, che la gestione totale dei servizi è tornata in mano ai legittimi titolari, i servizi sono puntuali ed impeccabili e gli ospiti della struttura vivono sereni ed hanno ogni forma di assistenza e di amorevole cura. Dopo aver chiarito la posizione di parte lesa della società», conclude la società, «auspichiamo che la campagna denigratoria che si è innescata nei riguardi della nostra struttura possa cessare».
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