Appalti e mazzette, «sospetti» su un geometra

L’inchiesta su Casacanditella: funzionario pubblico riceve due imprenditori in casa per parlare di lavori
CASACANDITELLA. «Un invito neanche troppo velato per versare qualche somma anche nelle mani del geometra». Dalle carte dell’inchiesta sulle presunte tangenti per gli appalti banditi dall’Unione dei Comuni delle Colline teatine, spunta un altro retroscena: il sindaco di Casacanditella Giuseppe D’Angelo, da mercoledì scorso agli arresti domiciliari, avrebbe consigliato all’imprenditore Sergio Giancaterino di Penne e al suo braccio destro Antonio Ruggeri, di Pescina, di fare un “regalo” al funzionario che si occupava degli appalti. E in un’intercettazione di Giancaterino si parla di «mille euro da versare al geometra a copertura delle spese sostenute per una festa a Semivicoli».
Secondo l’accusa, il geometra sarebbe un «uomo di fiducia» del sindaco: non è indagato anche se, per gli inquirenti, sul suo conto ci sono «forti sospetti». Al telefono gli imprenditori dicono che «deve fare la sua parte, io faccio la mia e lui deve fare la sua, capisci?».
Un contatto tra gli imprenditori e il geometra c’è stato sicuramente e lo racconta il gip Francesca Proietti nelle pagine dell’ordinanza di arresto: «In ogni caso anche il geometra si manifesta fin da subito disponibile nei confronti dei due indagati ricevendoli nella propria abitazione il 24 luglio 2015». In base alla ricostruzione della squadra mobile dell’Aquila e della procura di Avezzano, il funzionario avrebbe «indicato» a Giancaterino e Ruggeri le prossime gare da bandire, «una inerente lavori di ristrutturazione di edifici scolastici e una inerente opere di consolidamento di una frana». Perché un geometra in servizio in un ente pubblico (la centrale unica di committenza dell’Unione dei Comuni delle Colline teatine) riceva imprenditori a casa sua è uno dei temi che saranno affrontati a partire da oggi durante gli interrogatori di garanzia dei 7 arrestati.
L’ordinanza prosegue esaminando proprio il ruolo del geometra che dopo un’iniziale «disponibilità» si sarebbe tirato indietro: secondo le intercettazioni degli indagati, l’avrebbe fatto per il «timore di finire in galera». Su questo il gip scrive: «Allo stato degli atti, la generica disponibilità che il geometra dovrebbe avere manifestato a Giancaterino e Ruggeri in vista di future gare non concreta di fatto che una mera attività preparatoria in assenza di qualsiasi accordo illecito circa utilità indebite dallo stesso funzionario percepite ovvero a lui promesse, ciò pure sussistendo forti sospetti sulle sue condotte».
Tra oggi e mercoledì, sarà interrogato anche D’Angelo: secondo l’accusa, al sindaco sarebbero state consegnate circa 10 mila euro di tangenti «camuffate» con «l’acquisto dei biglietti della lotteria patronale, noleggio di tendoni per una festa, contributi in beneficenza». E «una porchetta». (p.l.)
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