Appalto rifiuti, i 5 Stelle vogliono un’inchiesta

10 Dicembre 2019

I grillini lanciano la proposta: commissione d’indagine sull’appalto. Oggi il voto «Immondizia non raccolta, ma l’amministrazione spende 7 milioni all’anno»

CHIETI. Il Comune spende 7 milioni all’anno per i rifiuti e le bollette della Tari sono tra le più care d’Italia. Ma restano pieni i bidoni delle famiglie. Cinque mesi dopo la partenza del nuovo appalto di igiene urbana – l’avvio del servizio è scattato a luglio scorso, con un ritardo di 7 mesi – l’emergenza rifiuti arriva in consiglio comunale. Ma stavolta non si tratta di una protesta per la spazzatura non raccolta nelle strade private: il M5S chiede l’istituzione di una commissione di inchiesta sull’appalto vinto dalla Formula Ambiente. «Una commissione speciale chiamata ad approfondire, attraverso attività di studio e inchiesta, gli aspetti legati all’esecuzione del contratto per il servizio di raccolta differenziata», recita la proposta che sarà discussa oggi. I consiglieri grillini Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo chiedono «piena ed effettiva contezza della gestione del servizio»: un’operazione trasparenza. Oggi arriverà un sì o no: con la maggioranza senza più numeri è impossibile fare previsioni su come andrà. Ma dal centrodestra potrebbe sfilarsi e votare a favore della commissione anche il consigliere Udc Mario De Lio, tra i primi a denunciare i nodi irrisolti dei rifiuti.
L’obiettivo di Argenio e D’Arcangelo è passare al setaccio i cavilli dell’appalto da quasi 50 milioni assegnato alla Formula Ambiente. È la stessa ditta che gestisce il servizio in città fin dal 2010: tra il 2010 e il 2018, con tre anni di proroga rispetto alla scadenza naturale del primo appalto fissata al 2015, la Formula Ambiente ha lavorato a Chieti insieme al Cns di Bologna (Consorzio nazionale servizi). E ci lavorerà ancora fino al 2026 ma, stavolta, senza partner.
Il nuovo servizio porta a porta, dice il M5S, «doveva avere esecuzione già a partire dal gennaio 2019, tuttavia, il consiglio ha accertato che è iniziato, peraltro solo parzialmente, dal mese di luglio 2019». Argenio e D’Arcangelo sottolineano: «Alla data odierna, diversi adempimenti non hanno ancora trovato completa e corretta attuazione da parte della ditta». I rifiuti non raccolti sulle strade private sono il problema più grave: «Risulta in corso una controversia sull’interpretazione ed esecuzione del contratto nelle strade private e private a uso pubblico. Questa controversia sta causando disservizi per la collettività», dice il M5S, «si stanno verificando ulteriori problemi per la cittadinanza e per il decoro urbano proprio a causa delle concrete modalità con le quali viene chiesto ai privati di conferire i rifiuti».
Una commissione d’indagine, senza gettoni di presenza e in carica fino al 30 aprile dell’anno prossimo, potrebbe «avere accesso a tutta la documentazione» sull’appalto; ascoltare «soggetti incaricati» e cioè gli assessori all’ambiente e alle finanze, Alessandro Bevilacqua e Valentina Luise, dirigenti comunali, il direttore della Teateservizi Antonio Barbone. La proposta del M5S prosegue: «La commissione speciale potrà avvalersi della collaborazione del collegio dei revisori dei conti».