Appello a papa Francesco per il convento

23 Maggio 2021

Guardiagrele, il comitato chiede di non trasferire i frati rimasti o in alternativa l’unione con Orsogna

GUARDIAGRELE. Detto e fatto. I componenti del comitato Amici del convento, come promesso, dopo le iniziative degli ultimi tempi, si sono rivolti direttamente a papa Francesco per scongiurare il previsto trasferimento, dal convento dei Cappuccini, del parroco padre Luca Di Panfilo e del confratello padre Marcello Graziosi. Una misura che rischia di portare alla chiusura la struttura francescana fondata nel 1599. Il comitato propone anche altre soluzioni per garantire la sopravvivenza del convento.
A tal proposito, al pontefice, all’arcivescovo Bruno Forte e ai diversi ministri generali francescani, il comitato guardiese guidato da Paolo Rullo, ha inviato un dettagliato progetto denominato “Domus Creattiva”. Si tratta del frutto di un lavoro meticoloso che, ripercorrendo la storia della presenza francescana nella cittadina, propone alcuni sviluppi futuri. In particolare, con la creazione di una comunità interobbedenziale, costituita da frati, servizio alla comunità, dal centro famiglie San Francesco d’Assisi e centro di sostegno e di sviluppo sociale San Giuseppe.
La nascita del nuovo soggetto creerebbe nuove possibilità per mantenere in vita il convento guardiese nel caso venisse abbandonato dai frati cappuccini. Con l’iniziativa, i religiosi guardiesi potrebbero per esempio essere accolti nel convento dei frati minori del Feuduccio di Orsogna, conservando nel contempo la parrocchia a Guardiagrele, che potrebbero gestire le suore francescane.
«Allo stato attuale, in mancanza di altre soluzioni», sottolinea il comitato, «l’unione dei conventi dei frati minori di Orsogna con i cappuccini di Guardiagrele sarebbe la risposta più giusta e si impone a noi come necessità. La vera preoccupazione», evidenzia il comitato nella lettera che accompagna il progetto, «non è solo quella di conservare la presenza dei Cappuccini, ma anche di individuare in Guardiagrele un centro propulsore che ne faccia un punto di riferimento per l’intera provincia monastica. L’obiettivo è costruire una strada che ha come centro focale la creazione di una comunità interobbedenziale. Sulla scia delle parole di papa Francesco vogliamo impegnarci nella vita comunitaria, pensando ad una “comunità della cura”».
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