Appello alla Chiavaroli per salvare il tribunale di Lanciano

12 Giugno 2016

TREGLIO. Presentare entro dicembre un contro-progetto di riforma della geografia giudiziaria del sud Abruzzo per ottenere la proroga ed evitare la chiusura dei tribunali di Lanciano e Vasto, prevista...

TREGLIO. Presentare entro dicembre un contro-progetto di riforma della geografia giudiziaria del sud Abruzzo per ottenere la proroga ed evitare la chiusura dei tribunali di Lanciano e Vasto, prevista per il 31 dicembre 2018. Un progetto che possa bloccare una chiusura che, di fatto, si sta già verificando con i pensionamenti non sostituiti e la carenza di personale che costringe ad emigrare verso i presidi di Chieti e Pescara. È quanto emerso dall’incontro voluto dal sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, col sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, la presidente dell’Ordine forense di Lanciano, Silvana Vassalli, i membri del consiglio dell’Ordine e i sindaci. «Il problema del tribunale ci sta molto a cuore perché è fondamentale avere un presidio di legalità sul territorio», dice Berghella. Il tribunale dovrebbe essere accorpato a Chieti, ma esistono a proposito delle criticità, come la Vassalli ha spiegato alla Chiavaroli: ad esempio non ci sono spazi per tutti, ci sono problemi logistici e barriere architettoniche. E, soprattutto, i tribunali di Chieti e Pescara distano 12 chilometri, mentre tutta la zona a sud dell’Abruzzo viene dimenticata. «È per questo», riprende il sindaco di Treglio, «per evitare la desertificazione della giustizia, e che crolli anche l’indotto delle attività che ruotano attorno ai tribunali, che abbiamo fatto appello alla sottosegretaria affinchè proroghi la chiusura. Che si può ottenere presentando un progetto concreto che salvi Lanciano e Vasto o uno dei due. Stiamo formando un comitato operativo con sindaci, avvocati dell’intero territorio e rappresentanti di diverse categorie, che elabori il progetto». Serve l’unità dei sindaci: ieri a Treglio c’erano rappresentanti di Lanciano,Fossacesia, Castel Frentano, Santa Maria Imbaro, Palombaro, Rocca San Giovanni e Cupello. «Bisogna unirci e agire subito coinvolgendo anche i cittadini su cui ricadranno numerosi disagi», chiude Berghella.

Teresa Di Rocco

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