Appello dal carcere Gli agenti in coro: «Chiudete 3 sezioni»

12 Febbraio 2021

LANCIANO . Pochi agenti e allo stremo, i sindacati della polizia penitenziaria chiedono la chiusura di tre sezioni detentive nel supercarcere di Villa Stanazzo. Le rappresentanze sindacali delle...

LANCIANO . Pochi agenti e allo stremo, i sindacati della polizia penitenziaria chiedono la chiusura di tre sezioni detentive nel supercarcere di Villa Stanazzo. Le rappresentanze sindacali delle sigle Sappe, Osapp, Uilpa Pp, Uspp, Cisl e Cgil confermano lo stato di agitazione iniziato nei giorni scorsi e ribadiscono la gravissima carenza organica che caratterizza da tempo l’istituto penitenziario di Lanciano. «Purtroppo nel corso degli anni l’ormai ex direttore ha ritenuto superflua l’applicazione di quasi tutti gli accordi sindacali in essere», sostengono i segretari regionali Giuseppe Ninu (Sappe), Nicola Di Felice (Osapp), Ruggero Di Giovanni (Uilpa Pp), Sabino Petrongolo (Uspp), Adriano Greco (Cisl) e Giuseppe Merola (Cgil) «e, ponendosi al di sopra delle parti, ha scelto di attuare un’organizzazione del lavoro che non tenesse minimamente conto delle esigenze dei lavoratori». Questi, ad oggi, devono fruire di oltre 18mila giorni di congedo ordinario arretrato, pari a oltre 100 giorni a testa; i posti di servizi giornalieri sono circa 100, così come i lavoratori a disposizione per garantire la necessaria copertura.
Agenti esausti e fiaccati, tra l’altro, anche dal focolaio Covid ancora in corso. Attualmente risultano contagiati 4 detenuti e 3 poliziotti. «Da tempo chiediamo di rivedere l’intero assetto della casa circondariale di Lanciano», aggiungono i sindacati, «ma in passato abbiamo ottenuto come risposta l’apertura “selvaggia” di nuove postazioni di servizio senza il necessario incremento di lavoratori. Non è più possibile sopperire alla mancanza di forza lavoro né con l’abuso di straordinario né con la fantasia operativa utilizzata fino ad oggi. Allo stato attuale siamo costretti a chiedere la chiusura immediata di almeno 3 sezioni detentive dell’istituto frentano. La situazione è talmente compromessa che solo la chiusura di alcune sezioni o l’invio immediato ed in pianta stabile di non meno di 20 agenti potrebbe tamponare la criticità in atto». Se le richieste resteranno inascoltate, i sindacati preannunciano una serie di manifestazioni di protesta «senza escludere il ricorso al giudice del lavoro, per garantire ai lavoratori i diritti sanciti dalle norme». (s.so.)