Appello del prefetto ai sindaci: troviamo posto per i profughi

Forgione scrive ai 104 primi cittadini della provincia: «Bisogna verificare le disponibilità sul territorio» Finora sono 118 gli ucraini ospitati ma il numero è destinato a crescere: «Ora bisogna gestire i flussi»
CHIETI. Mentre il numero dei profughi ucraini sul territorio provinciale aumenta, la prefettura di Chieti cerca di fare ordine sul piano dell’accoglienza territoriale, provando a mettere a sistema tutte le disponibilità, in un gioco di squadra virtuoso pubblico-privato. Il prefetto Armando Forgione scrive una lettera ai sindaci dei 104 Comuni della provincia sull’accoglienza dei cittadini ucraini, con una serie di «indicazioni operative», si legge nella circolare, «nell’ottica di un ordinato ed efficace coordinamento delle azioni da attuare per la gestione dei flussi dei profughi». Ai sindaci si chiede di invitare i profughi che hanno trovato alloggio nel territorio comunale a segnalare la propria presenza negli uffici della questura di Chieti, Lanciano e Vasto, in modo da poter avere la mappatura della presenza degli ucraini richiesta dal ministero dell’Interno. Fino a giovedì scorso, i dati dell’ufficio immigrazione della questura teatina avevano registrato la presenza di 118 profughi: 73 a Chieti, 20 a Lanciano, 35 a Vasto. Ma il numero è destinato a crescere in maniera esponenziale e quindi la prefettura prova a fare ordine su una situazione che potrebbe altrimenti sfuggire di mano.
Per la questione dell’ospitalità, «in primo luogo occorrerà verificare la disponibilità sul proprio territorio», scrive il prefetto, «di soluzioni alloggiative idonee». Trattandosi di accoglienza privata, non remunerata dallo Stato, vengono meno anche gli standard previsti dalla rete dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) e del Sai (Sistema di accoglienza e integrazione). «Eventuali opzioni a titolo oneroso», dice la lettera, «potranno essere valutate da parte di questa prefettura ai fini dell’ampliamento della rete Cas, solo nell’ipotesi dell’esaurimento dei posti già reperiti secondo le procedure ordinarie».
Nell’ipotesi che i cittadini ucraini non riescano a trovare alloggio avvalendosi delle strutture comunali o di associazioni presenti sul territorio, allora verranno attivati i Cas. La rete Cas gestita dalla prefettura in questo momento dà accoglienza già a oltre 300 immigrati che non arrivano dall’Ucraina. Per gli ucraini ci sono a disposizione 45 posti a cui, a stretto giro, se ne aggiungeranno altri 50, per un totale di 95 posti. Oltre che in questura, i cittadini ucraini dovranno recarsi in uno dei punti di prima accoglienza sanitaria, individuati dalla Asl: il palazzetto di Colle dell’Ara a Chieti Scalo (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13) e il palaMasciangelo a Lanciano (il martedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 13). Qui sarà possibile avere i codici Stp (Straniero temporaneamente presente), codici necessari per beneficiare di qualsiasi prestazione sanitaria nell’intero territorio nazionale.

