Appello di 40 sindaci alla Regione «No agli impianti per i rifiuti»

4 Luglio 2018

I Comuni del Sangro-Aventino-Frentano si schierano contro gli insediamenti pericolosi in Val di Sangro «Stop a qualsiasi richiesta se prima non ci sarà un monitoraggio completo della qualità dell’aria»

ATESSA. Revocare l’autorizzazione alla Ecoeridania (ex Ciaf), non concederla alla Di Nisio e incontrare i vertici regionali. Sono le richieste che il Comitato dei sindaci per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente Sangro-Aventino-Frentano hanno inviato al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, al vicepresidente Giovanni Lolli, a Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza della giunta, e ai responsabili del settore ambiente. I quaranta sindaci, che si sono riuniti ultimamente a Lanciano, hanno allegato alle loro richieste un corposo e circostanziato documento, redatto da esperti, sullo stato di salute della Val di Sangro. L’aveva annunciato il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, al termine della manifestazione corale dello scorso 19 maggio per dire “no” ai due impianti. «Sia ben chiaro, oggi andiamo a casa ma non smobilitiamo, rimarremo sulle barricate», aveva detto il sindaco. E la promessa con quest’ultima iniziativa (il documento è stato inoltrato, in rappresentanza, sia da Borrelli sia da Mario Pupillo, sindaco di Lanciano) è mantenuta. Il documento “I rifiuti speciali in Val di Sangro” illustra le ragioni per non accogliere le domande della Di Nizio (in sede di Via) e della Ecoeridania (in fase di riesame Aia), attestando la incongruenza di quei progetti rispetto alla prevista programmazione regionale e i rischi per il territorio. Per la ex Ciaf srl le circostanze impongono la revoca dell’autorizzazione. I sindaci del comitato, che hanno sottoscritto digitalmente la documentazione inviata alla Regione, sostengono che l’incontro da concordare «sarà anche l’occasione per poter ulteriormente porre all’attenzione della Regione gli sviluppi della vicenda legata alla discarica di amianto in località Fontanelle del Comune di Rocca San Giovanni e per valutare l’incongruenza delle distanze di rispetto (buffer) dalle aree Sic in diversi documenti ed atti deliberativi regionali». Il Comitato dei sindaci non solo dice “no” ai due impianti ma guarda anche al futuro chiedendo alla Regione che qualsiasi altra richiesta di installare impianti a forte impatto ambientale non possa essere presa neppure in considerazione se prima non ci sarà un monitoraggio serio e completo della qualità dell’aria. «Solo un’approfondita conoscenza», hanno messo nero su bianco i quaranta primi cittadini, «può fornire un quadro completo e significativo della situazione e creare le condizioni per avviare un’attività di concertazione sulla localizzazione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e la definizione di qualsiasi programmazione futura. Al momento tutti gli indici scientifici e sociali disponibili rappresentano una situazione di emergenza, che impedisce di considerare ammissibili progetti come quelli della Ecoeridania e della Di Nizio».
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