Appello di un dializzato: «Più privacy per le cure»

22 Agosto 2017

VASTO . «Condizioni di cura meno disagiate». Ad invocarle, in un messaggio inviato all’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, è S.D.S., dializzato diabetico rimasto senza braccia e un piede...

VASTO . «Condizioni di cura meno disagiate». Ad invocarle, in un messaggio inviato all’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, è S.D.S., dializzato diabetico rimasto senza braccia e un piede a causa della malattia. Il paziente, costretto a lunghe e dolorose sedute di dialisi, invoca la tutela della privacy. «Chiedo aiuto all’assessore Paolucci ma anche al sindaco Francesco Menna perché so che è una persona sensibile», scrive S.D.S., non abituato alla morbosa curiosità della gente. E il luogo dove si effettuano le dialisi, a detta del paziente, è un corridoio di transito: «Nel reparto, piccolissimo in proporzione al numero di pazienti, c’è un continuo andirivieni di utenti che devono raggiungere gli ambulatori per una visita. Passando davanti al mio letto si voltano. Eppure in questo reparto si fa terapia subintensiva. Chiedo che il disagio fisico di cui soffro non venga acuito. Ho chiesto aiuto anche alla direzione sanitaria ma non ho avuto per il momento alcun riscontro positivo». S.D.S. chiede aiuto a nome anche di altri malati: «Le infermiere fanno il possibile per aiutare i pazienti ma la mancanza di spazi crea moltissimi disagi». (p.c.)