Applausi e palloncini all’“Eterno guerriero”

28 Settembre 2017

Striscione dei tifosi del Lanciano calcio. Il ricordo dei negozianti. Pagano: mancano le parole

LANCIANO. Applausi e lacrime. Palloncini colorati e sciarpe rossonere. La bara chiara coperta di fiori; rose rosse, come la passione che metteva in tutte le cose; blu e gialle come i colori della sua amata Lanciano, e sterlizie simbolo di nobiltà e grandezza perché Pino Valente era nobile di animo e grande di cuore. E sono stati tantissimi gli sguardi increduli, affranti, a volte stranamente sorridenti, pensando alle sue fragorose risate, a salutare l’ex vicesindaco Valente, ieri, nel suo ultimo viaggio. C’erano tanti sindaci del territorio, politici ma soprattutto centinaia di cittadini comuni e numerose associazioni. C’erano i bimbi del Lanciano, perché il calcio era l’altra grande passione di Valente, e c’erano i tifosi che gli hanno reso omaggio con uno striscione appeso in Comune: “Della tua terra sei stato Valente condottiero riposa, eterno guerriero. Ciao Pino” (I Lancianesi). E come allo stadio si sono levati gli applausi al suo passaggio. Applausi misti a lacrime. «Era uno di famiglia», dice un’anziana. «A me ha fatto rimettere dopo mesi le lampadine vicino casa e mi ha pure telefonato dopo per sapere se funzionavano», ribatte una 80enne. Perché Valente era questo. Vicino alla gente e ai suoi piccoli e grandi problemi. «Se avesse potuto li avrebbe risolti tutti i problemi», dicono in molti.
Lottava per una Lanciano migliore, Pino, come hanno sottolineato i commercianti del consorzio “Le Vie del Commercio” che, in segno di rispetto, hanno abbassato le saracinesche dei negozi al passaggio del feretro lungo il Corso. “Non sarà mai troppo tardi per cercare un mondo migliore e più nuovo” scrivono i commercianti “se nell’impegno civico mettiamo coraggio e speranza. Ricordando tutte le battaglie combattute insieme a Pino Valente per costruire una Lanciano migliore”. E sono tante le battaglie di Pino, tra tutte quelle per la sanità, per l'ospedale Renzetti. Ha battuto i pugni e si è incatenato quando strappavano i reparti al Renzetti e scippavano, come diceva lui, la sede Asl a Lanciano.
«Come posso fare oggi un discorso non lo so, ma come dicevi tu se mancano le parole devono parlare i fatti», ha detto Daniele Pagano, coordinatore cittadino di Progetto Lanciano e amico fraterno di Valente, «e i fatti parlano di battaglie, di problemi da risolvere. E Progetto Lanciano è nato per stare tra la gente e risolvere i problemi, con passione e amore».
«Pino non era punto di riferimento non solo della città», ha chiuso il consigliere regionale Camillo D’Alessandro, «ma del territorio e della Regione. Per lui ogni problema era risolvibile. Nei suoi confronti c’è solo gratitudine». (t.d.r.)
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