Apre un profilo su Facebook e lui la picchia

11 Febbraio 2021

Ragazza di 20 anni aggredita dall’ex e minacciata con una pistola scacciacani: scatta la denuncia

CHIETI. L’ha picchiata e terrorizzata con una pistola (poi risultata una scacciacani) solo perché aveva riattivato i profili su Facebook e Instagram. Un pescarese di 22 anni è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Chieti Scalo per minaccia e lesioni aggravate nei confronti della ex fidanzata, una ventenne teatina. Dopo una videochiamata con le amiche, la vittima ha trovato il coraggio di andare in ospedale e denunciare quel ragazzo violento.
È il giorno di Capodanno quando il giovane lascia la fidanzata con una semplice telefonata: ha conosciuto un’altra e decide di troncare la relazione andata avanti per oltre un anno. A distanza di una decina di giorni, però, il ragazzo scrive alcuni messaggi alla ex, tentando di ristabilire una relazione. Lei rifiuta categoricamente, ma chiede di riprendere i suoi effetti personali, lasciati a casa del giovane, dove spesso andava a dormire nel fine settimana. Quando la ventenne arriva nell’abitazione di Pescara, i rapporti sembrano riappacificarsi. Anche perché lui nega di aver iniziato un’altra storia. Ma, all’improvviso, il 22enne diventa una furia. Il motivo? Controllando il cellulare della ex, scopre che, dopo essersi lasciati, lei era tornata sui social network. L’indagato la prende a schiaffi, poi inizia a urlare: «Te la faccio pagare, non è finita qui». Come se non bastasse, la minaccia con un coltello da cucina e la prende per i capelli, trascinandola dentro l’appartamento. A questo punto, si consuma l’ultima, grave intimidazione: la vittima si ritrova puntata contro una pistola che ritiene essere vera. Dopo la violenza, l’ex decide di riaccompagnarla a casa in macchina: durante tutto il tragitto, continua ad insultarla intimandole di non raccontare a nessuno quello che era successo. Una volta tornata nella sua abitazione, la vittima si chiude in bagno e fa una videochiamata alle amiche, mostrando gli evidenti segni sul collo. Anche loro sono sconvolte e le consigliano di raccontare tutto alla famiglia. La ventenne segue il consiglio e i genitori, sotto choc, la portano in ospedale. I medici del pronto soccorso certificano ecchimosi e traumi, lesioni giudicate guaribili in otto giorni. In contemporanea, i carabinieri del maggiore Massimo Capobianco e del luogotenente Roberto Verzulli si precipitano a casa dell’aggressore, considerando che la vittima ha parlato anche di un’arma. I militari trovano la pistola: è una scacciacani senza tappo rosso. Il passo successivo è la denuncia del ragazzo alla procura della Repubblica di Pescara. (g.let.)
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