Aqualand, a rischio 150 posti di lavoro

Confesercenti: l’eventuale chiusura della struttura avrebbe conseguenze negative anche sull’indotto del settore
VASTO. «Prendiamo atto dell’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale e dell’intervento della Regione, ma su Aqualand avevamo chiesto un tavolo di confronto con tutte le parti interessate che non è mai stato convocato». Patrizio Lapenna, direttore della Confesercenti di Vasto, commenta così la recente visita del presidente Marco Marsilio – che ha voluto incontrare i gestori del parco acquatico dell’Incoronata e l’amministrazione comunale – ma lamenta il mancato accoglimento delle richieste avanzate dall’associazione di categoria.
«Avevamo chiesto un tavolo istituzionale con tutte le parti interessate e le associazioni datoriali, che non ancora c’è stato», ricorda Lapenna, uno dei primi a manifestare la propria contrarietà alla non riapertura di Aqualand decisa dalla società di gestione che fa capo all’ingegner Luciano De Nardellis. «Abbiamo accolto invece favorevolmente il documento approvato in consiglio comunale», riprende il direttore di Confesercenti, «e l’intervento della Regione, anche se avremmo preferito che l’incontro si fosse tenuto in Comune e non all’interno della struttura. Di positivo c’è che, finalmente, esiste la consapevolezza del problema e delle ripercussioni negative che la chiusura del parco avrebbe sull’economia locale e sull’occupazione».
L’associazione di categoria aveva, da subito, manifestato perplessità per la decisione presa dalla società di gestione e prefigurato conseguenze molto gravi e negative per tutto l’indotto delle imprese turistiche, con un calo rilevante delle presenze e dei fatturati. Ci sono in ballo anche 150 posti di lavoro stagionali di giovani studenti e disoccupati.
Nell’incontro avuto con il sindaco Francesco Menna, il rappresentante della Confesercenti aveva ribadito le preoccupazioni e chiesto di fare tutto il possibile per evitare la chiusura del parco acquatico. La società, dopo la visita di Marsilio, si è resa disponibile «a monitorare l’andamento della normativa emergenziale in fase di nuova approvazione e, qualora questa consenta di superare le criticità illustrate, nel pieno rispetto dei primari beni della salute pubblica e di ogni singolo utente, rivaluterà senza indugio la decisione presa».
«In Italia oltre l’80% dei parchi acquatici ha annunciato sui propri siti la riapertura a giugno», aggiunge Lapenna, «hanno adottato tutti i protocolli di sicurezza Covid richiesti dalla normativa nazionale e regionale. Sappiamo che è un grande rischio e sacrificio per tutti riaprire le attività economiche, ma tutti o quasi ci stanno provando. Ancor di più deve farlo un parco pubblico a gestione privata come è Aqualand».
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