Archi, tagliano 2mila piante senza autorizzazione: condannati in due

10 Giugno 2017

ARCHI. Nell’ambito di un’attività di prevenzione degli incendi dovevano ripulire da erbacce e rami secchi i boschi di Archi, ma avrebbero tagliato oltre 2.000 piante che non dovevano essere toccate e...

ARCHI. Nell’ambito di un’attività di prevenzione degli incendi dovevano ripulire da erbacce e rami secchi i boschi di Archi, ma avrebbero tagliato oltre 2.000 piante che non dovevano essere toccate e senza autorizzazione della Sovrintendenza. Così, con l’accusa di deturpamento e danneggiamento ambientale e violazione della normativa paesaggistica, sono stati condannati dal giudice onorario Stefania Cantelmi, Panfilo Ranalli, 69 anni, di Vasto, direttore dei lavori, e Sabatino Di Carlo, 63 anni, di Roio del Sangro, direttore della ditta esecutrice degli interventi a 4 mesi di reclusione e 20.000 euro di ammenda, pena sospesa, risarcimento danni a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva di 52.502 euro verso il comune di Archi, parte civile nel processo, ripristino dei luoghi e pagamento delle spese legali. I fatti risalgono al luglio 2013 quando l’area fu sequestrata dalla guardia forestale di Atessa dopo dei controlli. Il Comune aveva ottenuto, tramite la Regione, un contributo comunitario di 170mila euro per eseguire le opere di bonifica e potatura dei 27 ettari di boschi nell’ambito di un’attività di prevenzione degli incendi. Ma i militari accertarono che la ditta aggiudicatrice dei lavori aveva eseguito un taglio indiscriminato di 2.150 alberi e piante “normali” quindi senza alcuna attenzione alle specie vegetali protette e conservate nel Sito di interesse comunitario (Sic), senza prescritta autorizzazione, senza nulla osta della competente Sovrintendenza e in totale difformità al progetto autorizzato che prevedeva il taglio solo di monconi, di alberi intristiti, secchi, infestanti e l’eliminazione del materiale di risulta. Il Comune si è costituito parte civile chiedendo un risarcimento danni di 170.000 euro, che erano i fondi presi e poi persi. Dopo le motivazioni della sentenza di condanna gli imputati potranno fare appello. (t.d.r.)