Area tra portici e Corso a rischio: incarico sul condotto Sargiacomo

6 Settembre 2024

Il Comune avvia la progettazione per sanare il territorio dal fosso Pietroso alla zona del Diocleziano La frana di Santa Giusta monitorata con i droni. Sondaggi a Sant’Amato e Madonna del Carmine

LANCIANO. È tra le aree più delicate di quelle già fragili di Lanciano quella che dal fosso Pietroso va fino al Diocleziano, passando sotto corso Trento e Trieste. Ed è arrivata anche per questa zona l’affidamento degli incarichi per redigere la progettazione di fattibilità tecnico-economica da inserire sulla piattaforma Rendis (Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo) per avere i fondi per la sistemazione. L’amministrazione Paolini ha affidato al geologo Roberto Sacco e all’ingegnere Gennaro Salvatore, per 53.924 euro ciascuno, l’incarico di redigere il piano; i due si aggiungono agli esperti già nominati nei giorni scorsi: il geologo Michele Menna (39.332 euro) e l’ingegnere Michele Rocco Carozza (24.107 euro) per redigere lo studio per frenare il dissesto idrogeologico in via Del Ponte, dove una frana è in atto dal 2003 e c’è una famiglia che non può mettere piede nel terreno di proprietà su cui sorge la casa perché sta franando; e al geologo Enrico Lanti (7.800 euro) e all’ingegnere Aldo Ciccocioppo (4.440 euro) che si occupano di Madonna del Carmine e Sant’Amato, dove sono state segnalate lesioni ai fabbricati, tra cui la chiesa chiusa dal 6 dicembre 2022, e fenomeni di scivolamento del terreno per una frana in atto lungo il fianco della collina fino al cimitero.
«Stiamo realizzando quanto indicato dalla Regione nel luglio 2023», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Bomba, «ovvero di “spacchettare” il progetto di fattibilità sul dissesto idrogeologico da 12 milioni fatto dall’ufficio (sulla base dello studio sul dissesto commissionato dalla vecchia giunta al professor Nicola Sciarra della d’Annunzio, ndc). Procediamo per stralci funzionali e predisponendo schede più precise da inserire sul Rendis per avere i fondi. Questo incarico riguarda il bacino del fosso Pietroso, il condotto Sargiacomo fino al parco Diocleziano».
«Area interessata da fenomeni di “crisi idrogeologica profonda”», si legge sulla determina, «manifestatisi con la creazione di voragini che hanno interessato proprietà private e infrastrutture pubbliche». Ancora impresse negli occhi le voragini apertesi nel 2018 sotto l’ex Modernissimo al Corso e in vico Corsea che scoprirono la fragilità anche idraulica del centro, con il condotto Sargiacomo che, costruito un secolo fa, è ormai sottodimesionato. Condotto da mappare come chiesto negli anni scorsi anche dal geologo Luigi Carabba e dal professor Sciarra assieme alla necessità di consolidare il terreno di riporto tra i portici e piazza Plebiscito, sistemare pozzi di drenaggio delle acque di filtrazione e un nuovo collettore fognario anche al Malvò.
Non rientra in questi studi, ma nei monitoraggi per le frane, l’intervento chiesto dal Comune all’Associazione nazionale di volontariato Odv Vvf in congedo - Coordinamento nazionale gruppo volo droni Lanciano, per appunto controllare con i droni la zona della gunite a Santa Giusta, un’area a rischio idrogeologico che nel 2004 è stata oggetto di un intervento di protezione della scarpata dove si stanno evidenziano delle criticità. Ai bordi della scarpata c’è un distacco di parte del materiale di rivestimento che rende necessarie osservazioni possibili solo con droni.
Studi, monitoraggi ma anche opere concrete funzionali agli studi: a Madonna del Carmine lato chiesa-cimitero e nella piazzetta di Sant’Amato la Tecnodrill srl di Montenero di Bisaccia per 25.278 euro, fondi di bilancio, ha iniziato sondaggi e prove sul terreno per elaborare una relazione tecnica geologica sul dissesto.
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