Ari dà l’addio a Massimo tra lacrime e palloncini

In centinaia ai funerali del giovane morto a Villamagna schiacciato dal trattore Il paese si è fermato per il lutto cittadino. La bara portata a spalla al cimitero
ARI. Palloncini bianchi e azzurri liberati nel cielo all’uscita della bara dalla chiesa di San Salvatore e la folla stretta attorno alla famiglia nel momento del dolore.
Si sono svolti ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Ari i funerali del ventottenne Massimo Di Prinzio, morto mercoledì scorso schiacciato dal suo trattore mentre era al lavoro tra i campi.
Il rito è stato officiato dal parroco don Domenico Marcucci in una chiesa stracolma, tanto che molte persone sono dovute rimanere fuori. C’erano il padre Romano, agricoltore e socio della Cantina di Ari, la madre Patrizia, piegata dal dolore sulla sua sedia a rotelle spinta dalla figlia Federica e il fratello Fabio. Intorno a loro, tutto il paese. E molta gente anche dai centri vicini.
Ma soprattutto c’erano gli amici di Massimo, accorsi in massa, ammutoliti e sgomenti, per l’ultimo saluto a Dennì, come lo chiamavano loro. Quegli amici con i quali aveva diviso tantissimo tempo, tra divertimenti e spensieratezza, lo hanno accompagnato anche nell’ultimo viaggio: la bara l’hanno portata a spalla loro, dandosi il cambio, nel tragitto che dalla chiesa di San Salvatore porta al cimitero. Diverse centinaia di metri scanditi da palloncini bianchi sulla strada. Diego Amaranto, uno degli amici più cari, all’uscita della bara dalla chiesa ha fatto scoppiare un enorme pallone trasparente che conteneva al suo interno altri palloncini bianchi a forma di cuore e un solo palloncino rosso.
Al termine della cerimonia religiosa ha preso la parola il sindaco di Ari, Marcello Salerno, che ha proclamato il lutto cittadino. «Ho voluto dare voce», ha spiegato il sindaco, «ai tanti giovani, amici di Massimo, presenti in chiesa, troppo oppressi dal dolore per poter parlare».
A testimoniare che il dramma ha toccato non solo il paese di Ari ma tutto il comprensorio, c’è stata la presenza di diversi sindaci: da Ignazio Rucci (Ripa Teatina) a Piergiuseppe Mammarella (Vacri), da Sergio Dario De Luca (Villamagna) a Nicola Andreacola (Giuliano Teatino).
La sera prima del funerale, infine, uno dei grossi camion Scania, che Massimo tanto amava, è arrivato davanti casa sua, in contrada Curci, deviando dal suo percorso abituale. Dal camion si è levato un potente suono di clacson e poi il bisonte della strada ha fatto marcia indietro e ha ripreso la sua rotta abituale. «Noi Flipperini», ha spiegato l’autista facendo riferimento al gruppo di camionisti, «l’ultimo saluto a Massimo lo facciamo così». (a.i.)
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