Armi e piantagione di cannabis in casa

Trovati fucili e munizioni, la marijuana scoperta grazie al drone: arrestata la proprietaria di una villetta a Monteodorisio
MONTEODORISIO. Piante di marijuana alte due metri al posto dei roseti all’esterno di una elegante villetta. È quanto scoperto dalla guardia di finanza di Vasto grazie ad un drone. Ma la coltivazione di “cannabis indica” non è stata l’unica sorpresa. Nella stessa villetta le fiamme gialle, dirette dal tenente Marco Garofalo, hanno trovato anche armi da fuoco detenute illegalmente e munizioni. Due fucili calibro 9, di cui uno con matricola abrasa, e 49 cartucce marca Flobert da 9 mm. La titolare della villetta è stata arrestata per detenzione illecita di sostanze stupefacenti e psicotrope, armi e munizioni.
L’operazione, denominata “Shoot”, è la conseguenza di una indagine partita da San Salvo dopo un sequestro di droga. Per giorni i militari hanno indagato e tenuto il territorio sotto controllo. «Attraverso attività info-investigativa siamo riusciti a risalire ad un’intera filiera illecita», spiega in una nota il comandante Garofalo. I finanzieri hanno individuato prima un gruppo di amici che, sfruttando la stagione estiva sul litorale adriatico, coltivavano sostanze stupefacenti nelle proprie case allo scopo di rivenderle. Nel controllare i sospettati e i loro movimenti, gli investigatori hanno scoperto nelle campagne dell’hinterland vastese il giardino di marjuana. «La coltivazione di piante di cannabis indica aveva superato i due metri di altezza e sporgeva dal muretto di recinzione di una villetta isolata. Grazie anche al drone è stato possibile di individuare il responsabile materiale della coltivazione illecita», annota la guardia di finanza.
Nel corso della perquisizione all’interno della villetta i finanzieri hanno trovato anche 44 grammi di marijuana già confezionata e un bilancino di precisione. «La sostanza stupefacente rinvenuta avrebbe procurato un guadagno di circa 10.000 euro», annotano le fiamme gialle. Inquietante il ritrovamento di due fucili calibro 9, di cui uno con la matricola abrasa, e 49 cartucce marca Flobert da 9mm. L’operazione, disposta dal comandante provinciale, il colonnello Vittorio Mario Di Sciullo, si è conclusa con l’arresto di una donna incensurata e insospettabile (riserbo degli investigatori sul nome, probabilmente a fini investigativi). Le piante di marjiuana sono state inviate ai laboratori di analisi dell’Arta dell’Aquila. Saranno gli esperti a stabilire la percentuale del principio attivo. «Questa operazione testimonia quanto sia alta l’attenzione della guardia di finanza del comando provinciale nella lotta alla diffusione e al traffico illegale di sostanze stupefacenti. Questo per salvaguardare tante vite umane», rimarcano gli investigatori.
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