Armi in pugno rapinano benzinaio
Preso di mira per la seconda volta in 4 mesi il distributore Esso. I cittadini hanno paura
SAN SALVO. Seconda rapina in 4 mesi al distributore Esso, sulla statale Adriatica, a San Salvo marina. Mercoledi sera poco prima delle 22.00, mentre il dipendente ancora in servizio si preparava a chiudere, dalla vicina pineta sono sbucati due uomini incappucciati. Uno dei due ha sollevato una pistola ordinando al benzinaio di consegnare tutto l’incasso. Davanti allo sguardo deciso del rapinatore il ragazzo ha ubbidito. I due malviventi incappucciati si sono voltati e sono scappati di nuovo verso la pineta, facendo perdere le proprie tracce. È probabile avessero parcheggiato la vettura sul lungomare. A metà novembre altri due rapinatori armati di coltello avevano rapinato il distributore, per un bottino di circa 7 mila euro. Facile immaginare lo stato d’animo del titolare dell’impianto, Gianfranco Granata. «La situazione sta diventando insostenibile», ha detto. Il proprietario del distributore già a fine novembre aveva raccontato quanto fosse stato terribile per i suoi dipendenti essere minacciati di morte, dopo essersi ritrovati con una pistola puntata a pochi centimetri dal viso. La stazione di servizio in passato ha anche subito due furti, ma una rapina è più grave e traumatica. Sull’accaduto indagano i carabinieri. Non è escluso che il raid armato di mercoledi sera sia stato fatto dagli stessi rapinatori di novembre, che potrebbero averci riprovato. Allora però gli autori del raid erano arrivati a bordo di una Panda e avevano finto di essere due clienti. Stavolta i rapinatori hanno chiesto subito i soldi. Non è escluso che avessero una base sulla riviera fra Vasto e San Salvo. La rapina ha sollevato nuove polemiche e la protesta dei residenti. E c’è chi è intenzionato a organizzare una raccolta di firme da inviare al ministero degli Interni. «Più che protestare vogliamo gridare il nostro diritto alla sicurezza», dicono.
«Questa non è più vita. I carabinieri sono bravissimi ma sono pochissimi. Se controllano a nord resta scoperta la zona sud. Le ronde sono state bocciate. L’esercito è superfluo. Quali sono le soluzioni? Noi abbiamo paura». I carabinieri hanno acquisito diverse testimonianze e anche i filmati della videosorveglianza. Il fatto che i due malviventi fossero incappucciati porta a ipotizzare che avessero paura di essere riconosciuti. Forse anche per questo hanno parlato poco. I due potrebbero non essere andati molto lontano (p.c.)
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