Arrestato il preside Rosato: «Sesso a scuola con un ragazzino»

20 Giugno 2020

La vittima è uno studente di 17 anni: i rapporti anche in una casa al mare. Sequestrati 26 dvd porno La procura: ha abusato ripetutamente dei poteri connessi alla sua funzione di dirigente scolastico 

CHIETI. Faceva sesso nell’ufficio di presidenza e nella casa al mare con un suo studente di 17 anni, abusando «ripetutamente dei poteri connessi alla funzione di dirigente scolastico». È l’accusa con cui è stato arrestato Marcello Rosato, 48 anni, ora preside a Lanciano e all’epoca dei fatti in servizio in un istituto superiore di Ortona: da ieri pomeriggio, si trova ai domiciliari. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal giudice Andrea Di Berardino su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani. L’inchiesta è stata condotta dalla squadra mobile, coordinata dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio, e in particolare dalla seconda sezione, diretta dall’ispettore superiore Nicola Di Nicola. Il reato contestato è atti sessuali con minorenne, punito con il carcere da tre a sei anni: gli episodi sarebbero avvenuti tra settembre del 2017 e aprile del 2018. Ma il docente, in passato anche allenatore di squadre di calcio giovanili, nega ogni accusa.
LA DENUNCIA L’indagine parte qualche mese fa, quando la vittima, diventata maggiorenne, si confida con un’insegnante che, a sua volta, avvisa la psicologa della scuola. Il passo successivo è la segnalazione ai poliziotti della questura di Chieti che si occupano dei reati contro la persona. Gli investigatori ascoltano prima due docenti e poi, alla presenza di una psicologa, il ragazzo vittima delle morbose attenzioni, che – mostrando una profonda sofferenza – conferma gli episodi raccontanti in precedenza alla sua professoressa. Alla domanda degli investigatori sul motivo per il quale non ha chiesto aiuto prima, il giovane risponde senza esitazione: «Perché era il preside».
LE ACCUSE Stando alla ricostruzione dell’accusa, il ragazzo – che all’epoca frequenta il terzo superiore – conosce Rosato nell’estate nel 2017 su Grindr, una chat di incontri. Solo in un secondo momento scopre che quell’uomo è il suo preside. Da quel momento, come sostenuto nel capo d’imputazione, il dirigente scolastico comincia a convocare «pretestuosamente» il minore in presidenza: i «ripetuti atti sessuali, abusando dei poteri connessi alla sua funzione», avvengono nell’ufficio, ma non solo. In una circostanza, infatti, è lo stesso preside ad autorizzare l’uscita in anticipo del ragazzino con la scusa di un’attività didattica esterna. In realtà – racconta la vittima – il preside lo fa salire sulla sua automobile e insieme raggiungono l’abitazione del docente a San Vito Chietino, dove si consumano i rapporti sessuali.
IL BLITZ Qualche giorno fa, dopo la denuncia presentata dalla vittima, scatta il blitz a casa e negli uffici del preside. Qui i poliziotti sequestrano computer, smartphone, altri dispositivi elettronici e 26 dvd pornografici. Da una prima analisi emergono elementi che «riscontrano pienamente il reato contestato». In un’occasione, ad esempio, Rosato avrebbe contrattato una prestazione sessuale con un minore per 50 euro, ma l’incontro non è poi avvenuto. Ecco perché, temendo che possano verificarsi ulteriori episodi, la procura decide di chiedere il carcere per il preside.
L’ORDINANZA Il giudice, disponendo i domiciliari, ritiene veritiero il racconto della vittima. Il ragazzo, infatti, è stato in grado di descrivere anche l’interno dell’appartamento di San Vito e dalle sue parole non traspare alcun tipo di condizionamento esterno. La misura cautelare viene adottata perché è concreto il «rischio di reiterazione del reato», come dimostrebbe il fitto scambio di messaggi con un minorenne emerso dal cellulare sequestrato. Rosato non solo non può allontanarsi dalla sua abitazione di Lanciano: nei confronti dell’indagato è scattato anche il divieto assoluto di comunicare in via telematica con persone diverse da quelle che vivono con lui.
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