Arrestato per stalking: «Accuse assurde»

21 Gennaio 2015

FOSSACESIA. Non torna a Fossacesia da cinque mesi e non può farlo poiché ha l’obbligo di dimora a Torino in seguito all’arresto al quale è stato sottoposto, lo scorso luglio, con l’accusa di...

FOSSACESIA. Non torna a Fossacesia da cinque mesi e non può farlo poiché ha l’obbligo di dimora a Torino in seguito all’arresto al quale è stato sottoposto, lo scorso luglio, con l’accusa di stalking nei confronti di quella che gli investigatori definiscono la sua compagna.

Fernando Capula, 63 anni, era stato arrestato davanti alla caserma dei carabinieri di Fossacesia con l’accusa di atti persecutori nei confronti della donna.

Lavoratore in pensione e incensurato, aspetta di potersi difendere in un eventuale processo e, intanto, affida alcune considerazioni a una lettera indirizzata al Centro.

«Non mi riconosco assolutamente nelle accuse che mi vengono rivolte», sostiene l’uomo che lamenta anche alcune irregolarità dopo il suo arresto, «la signora è sposata, quindi non sono né il fidanzato né il compagno, e per quanto riguarda l’arresto in flagranza di reato ho risposto dettagliatamente nell’interrogatorio in rogatoria avvenuto il 2 settembre scoreso alla Procura a Torino, davanti al pubblico ministero Francesco La Rosa. Con il mio avvocato abbiamo fatto cinque ricorsi, tutti respinti perché il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lanciano dice che abito a 200 metri dalla casa della signora. Per questo non posso tornare a Fossacesia, ma il presunto persecutore non dovrebbe avvicinarsi alla casa della presunta vittima, la distanza non dovrebbe contare. Dalle pagine del vostro giornale», conclude Capula, «vorrei augurare un felice anno nuovo a tutti gli amici di Fossacesia che mi sono stati vicini in questi difficili momenti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA