Arresti domiciliari per i pugni ai tre agenti

All’udienza in tribunale il 47enne non si è presentato. Scatta l’obbligo del braccialetto elettronico
LANCIANO. Arresto convalidato e domiciliari con braccialetto elettronico per Luca Pasquini, il 47enne di Lanciano finito nei guai dopo aver aggredito tre poliziotti. Ieri mattina, all'udienza per direttissima in tribunale, l'indagato non si è presentato. Gli operatori di polizia sono andati a prelevarlo a casa per portarlo in udienza, ma non l'hanno trovato. Anche mercoledì pomeriggio, a poche ore dall'arresto avvenuto in mattinata, l'uomo ha violato la disposizione degli arresti domiciliari. Non è la prima volta che succede: lo scorso anno non si era fatto trovare a casa neanche per l'udienza di convalida dell'arresto per aver aggredito, anche in quel caso, un poliziotto del Reparto prevenzione crimine di Pescara.
Mercoledì mattina l'ultimo episodio. All'ora di colazione l'incontro casuale con tre operatori di polizia, di cui uno fuori dal servizio, al bar René in piazza Cuonzo. Gli agenti lo informano della notifica di un provvedimento da parte del tribunale di Pescara, il 47enne replica che gliela possono fare a casa. La “conversazione” presto degenera: secondo il racconto degli agenti, Pasquini prima schiaffeggia uno di loro e poi si rifugia all'interno del bar. I poliziotti lo seguono e ne nasce una colluttazione dentro al locale, tra i clienti che spaventati tentano la fuga. Per bloccare il 47enne, gli agenti utilizzano il taser, la pistola a impulsi elettrici. L'uomo viene arrestato per lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiale (5 giorni di prognosi a testa per due poliziotti) e posto ai domiciliari in attesa della direttissima, che si è svolta ieri mattina in assenza dell'indagato.
Il giudice Maria Teresa Pesca ha convalidato l'arresto e disposto i domiciliari con braccialetto elettronico. La difesa ha chiesto i termini a difesa e l'udienza è stata aggiornata al prossimo 4 aprile. «Per quella data conto che sia pronta la perizia psichiatrica», spiega il legale dell'uomo, l'avvocato Massimo Biscardi, «che è stata ammessa nell'ambito di un altro procedimento. Come perito è stato nominato il dottor Danilo Montinaro». (s.so.)
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