Arriva un’altra condanna per Furgiuele

22 Gennaio 2020

Cinque anni all’allenatore di baseball accusato di abusi su un ragazzino. E scatta un nuovo processo dopo i racconti di un 14enne

CHIETI. «Un misto tra vergogna, brivido, paura». Così, davanti a una psicologa nominata dal tribunale di Chieti, un ragazzino di 13 anni ha definito il suo stato d’animo nel raccontare gli abusi sessuali che è stato costretto a subire. Per quelle violenze, ieri pomeriggio, l’ex allenatore di baseball Riccardo Furgiuele è stato condannato a 5 anni di carcere dal giudice Luca De Ninis. Il processo si è celebrato con il rito abbreviato: significa che l’imputato ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani aveva chiesto 6 anni. Lo scorso ottobre a Furgiuele, attualmente agli arresti domiciliari, erano stati già inflitti in secondo grado 12 anni di reclusione per violenza sessuale su altri nove piccoli atleti. E presto l’uomo, 54 anni, verrà nuovamente processato. Sempre ieri, infatti, il giudice De Ninis lo ha rinviato a giudizio per gli abusi nei confronti di un undicesimo bambino.
LE ACCUSE. Ma torniamo all’ultima condanna. «L’imputato, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, ha compiuto reiteratamente e in diverse occasioni atti sessuali in danno del minore, a lui affidato quale allenatore di baseball», è emerso dalle indagini della seconda sezione della squadra mobile di Chieti. Secondo la procura, gli episodi – avvenuti tra il settembre del 2014 e lo stesso mese del 2016 – sono stati «almeno tre» e si sono verificati «in concomitanza degli allenamenti». Il ragazzino ha confermato tutto durante l’incidente probatorio. Alla domanda della psicologa su come si sentisse ripercorrendo quei fatti, lui ha risposto: «Una vergogna strana. Non è una vergogna tipo… faccio un esempio un po’ sciocco, mi cade il gelato sui vestiti davanti a tutti e hai vergogna. Un misto tra vergogna, brivido, paura… un po’ di tutto».
L’ULTIMA CONDANNA. Nell’udienza di ieri, Furgiuele, che non era in aula, ha presentato una memoria attraverso il suo difensore, l’avvocato Luigi Antonangeli. «Ribadisco la mia totale innocenza», ha sostenuto l’ex allenatore, secondo il quale il piccolo atleta «è stato oggetto di suggestione, contagio dichiarativo e inquinamento informativo». Ma il giudice non gli ha creduto. L’uomo dovrà risarcire anche le parti civili: 20mila euro andranno ai genitori del ragazzino, assistiti dall’avvocato Monica D’Amico; 3mila euro alla Federazione italiana baseball e softball, rappresentata dall’avvocato Valentina Aragona; e 2mila euro alla società di baseball, difesa dall’avvocato Franca Zuccarini. Furgiele è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici: dopo la condanna sarà sottoposto per due anni alla misura di sicurezza del divieto di dimora a San Giovanni Teatino. Inoltre non potrà lavorare a contatto con i minori e dovrà riferire all’autorità giudiziaria su residenza e spostamenti.
IL PROCESSO TER. L’ex allenatore comparirà di nuovo in tribunale il prossimo 19 maggio: stavolta verrà giudicato con il rito ordinario. «All’inizio del 2019», hanno raccontato nella querela i genitori della undicesima vittima, ora 14enne, «nostro figlio ci ha detto che aveva necessità e bisogno di parlarci di una cosa molto importante. Del tutto inaspettatamente, ha cominciato a raccontare del periodo in cui giocava a baseball e di come il suo allenatore lo avesse ripetutamente molestato. Dopo un primo momento di confusione e incredulità di fronte alla scioccante rivelazione, abbiamo cercato di capire come e quando ciò poteva essere avvenuto». Gli abusi si sarebbero consumati nel magazzino degli attrezzi dell’impianto sportivo di Santa Filomena, a casa della madre di Furgiuele e persino al mare, in acqua. «L’allenatore», hanno concluso i genitori, «era solito organizzare eventi e occasioni in cui i ragazzi si incontravano con lui al di fuori degli allenamenti».
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