Arrivano 7 impianti che bruciano legna

Centrali a biomasse tra Guilmi, Carpineto Sinello e Montazzoli. Le società incontrano i residenti ma cresce il malcontento
GUILMI. Sette centrali a biomasse e una piattaforma-segheria distribuiti tra Guilmi, Carpineto Sinello e Montazzoli. Cresce la protesta nel Medio Vastese contro queste iniziative imprenditoriali e per venerdì 20, a Carpineto Sinello, con inizio alle 18, è previsto un incontro nella sala polivalente per fare il punto della situazione e informare la comunità. L’intervento su Guilmi, in particolare, è stato proposto da due ditte: la toscana Energylife Industry, che progetta, costruisce e installa impianti a biomassa, e la ditta di Pescara Biovin Italia Srl. Sabato scorso i rappresentanti delle due società hanno incontrato i residenti nel borgo ma pare che in pochi abbiano avuto l’opportunità di partecipare. Secondo i contrari al progetto, «ai cittadini non sono state fornite informazioni prima dell’incontro e non si sono quindi potuti preparare. Non erano presenti esperti indipendenti, per cui l’unica opinione che abbiamo potuto sentire è stata quella delle ditte che costruiranno l’impianto». L’unico amministratore comunale presente era il sindaco di Carpineto Sinello, Antonio Colonna.
La presentazione del progetto è stata fatta da Aldo Cossa, amministratore delegato di Energylife Industry, che ha detto che il progetto prevede 7 centrali a biomassa di 200 kWe e una piattaforma-segheria che saranno installati nel territori dei tre comuni e di altri paesi vicini non specificati. A quanto sembra sono già stati presi i contatti con le amministrazioni comunali interessate.
A Guilmi, in particolare, il progetto prevede la costruzione di due centrali a biomassa e di una piattafforma-segheria occuperà una superficie di oltre 10.000 metri quadrati per la valorizzazione degli scarti legnosi. «Nonostante la domanda dei cittadini», hanno sostenuto i contrari alle iniziati ve industriali, «le ditte non hanno voluto dire la località in cui sorgeranno. Negli altri comuni verranno installate altri 5 centrali. Tutte le funzioneranno 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, e avranno bisogno ciascuna di 1.600 tonnellate l’anno di scarti legnosi. Secondo quello che è stato detto, quegli scarti arriveranno principalmente dai resti di potatura degli uliveti e dei vigneti della zona costiera e da cippato proveniente da altre regioni. Gli scarti di pulitura dei boschi del territorio non saranno che una goccia insignificante nel mare di rifiuti legnosi che alimenteranno le centrali. La tecnologia utsata è quella del “syngas”: in presenza di pochissimo ossigeno gli scarti legnosi, ridotti in pezzettini e seccati (massimo 20% di umidità) sono portati ad altissime temperature per produrre un gas grezzo. Questo gas viene lavato e depurato e si ottiene un gas purificato che serve a far funzionare due motori (come quelli delle macchine) che producono 32% di energia elettrica e 52% di calore (il resto si perde). Nell’impianto di Guilmi il calore sarà riutilizzato soprattutto sulla piattaforma-segheria per seccare il materiale legnoso e per produrre cippato, pellet, carbonella, che saranno venduti. Negli altri impianti verrà invece utilizzato per alimentare serre scaldate per la produzione di piccoli frutti di bosco. Cossa ha assicurato che i suoi impianti producono un inquinamento dell’aria inferiore a quello di un motorino e nessun inquinamento». Secondo i contrari ai progetti «sulle nostre strade già dissestate circoleranno almeno 1.000 camion l’anno. I vantaggi per gli abitanti di Guilmi sono pochi: un po’ di tasse che le ditte pagheranno al Comune, forse energia elettrica a metà prezzo e la possibilità di consegnare gli scarti di potatura dei vigneti e degli uliveti e di pulitura dei boschi alla piattaforma-segheria senza più essere obbligati a bruciarli sui campi. Cossa ha parlato di 40 posti di lavoro in totale».
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