Arrosticini e ventricina, Cupello cala i suoi assi: «È la sfida del Vastese»

In mille in paese per sostenere la candidatura del Comune all’evento. Inseguono l’obiettivo anche Torino di Sangro, Trasacco e Capistrello
CUPELLO. Il municipio si veste a festa, nel chiostro entra una “famosa” moto tra gli applausi e la sindaca si mette anche a servire ai tavoli. Per convincere Arrostiland, Cupello mette in gioco se stessa: i suoi personaggi, i sapori, i mestieri e una comunità che si ritrova e si allarga a tutto il Vastese. Un migliaio di persone accompagna l’ultimo dei quattro sopralluoghi per scegliere la casa dell’undicesima edizione dell’evento di Pasquetta più atteso in Abruzzo. Seconda tappa teatina dopo Torino di Sangro, a chiudere il percorso passato anche per Trasacco e Capistrello. Il verdetto arriverà l’8 dicembre.
Il paese arriva da favorito, forte delle vittorie nel sondaggione e nel videocontest. Ma, come ha già avvertito l’ideatore Fausto Di Nella a il Centro, «si riparte da zero a zero». E allora bisogna giocarsi tutto. Cupello l’ha fatto con una giornata composta e appassionata, capace di passare dalla risata alla commozione. «Ci crediamo», dice la sindaca Graziana Di Florio. «La candidatura è nata dall’entusiasmo dei miei amministratori, che ha coinvolto ragazzi e famiglie». Un cammino avviato l’anno scorso, sostenuto da Pro loco, comitato del Festival del carciofo, Università delle tre rtà, cori, banda e Virtus Cupello.
Nel chiostro municipale apre la Giovane corale cupellese. Poi una curata pièce teatrale riprende il filo del video di candidatura: ironia e satira della vita di provincia, con gli stessi protagonisti. Donato Cicchini, mattatore del filmato e dell’esibizione dal vivo, entra sulla stessa moto usata nel corto tra le ovazioni (più tardi sarà in strada a distribuire vino bianco con una tanica a spalla). Alla fine degli spettacoli il pensiero va ad Augusto Di Stefano, morto il giorno precedente a 78 anni, per vent’anni promotore dell’associazione teatrale cupellese. A lui è dedicato tutto, in un momento di grande commozione. Dietro il video e la commedia c’è l’idea dell’assessora Valentina Fitti: «Abbiamo cercato le persone più caratteristiche, capaci di parlare bene il dialetto cupellese», racconta la sindaca.
La banda accompagna il cammino lungo corso Mazzini fino a piazza Garibaldi. Le donne anziane del paese lavorano al tombolo, gli uomini il legno. Nelle ore più calde le colonne di fumo delle fornacelle punteggiano la passeggiata. La sorpresa sono gli spiedini di ventricina su acciaio, cotti e serviti anche dal vicesindaco Oreste Di Francesco. A tavola arrivano poi le ’ndrocchie fatte a mano con il sugo di ventricina, il carciofo cupellese nelle sue varianti e la pizzella. In strada una botte-open bar dispensa Montepulciano. E dopo pranzo spuntano briscola e tressette.
Dentro la sala consiliare, intanto, si ragiona sulla prova più impegnativa: accogliere quasi ventimila persone in un Comune di cinquemila abitanti. Il Festival del carciofo ne richiama solitamente diecimila in quattro giorni. L’amministrazione presenta alle greggi i piani logistici e di sicurezza, ai quali collaboreranno – in caso di vittoria – Vasto, San Salvo e Monteodorisio. Per la sindaca la posta in gioco supera i confini comunali: «Arrostiland è una grande vetrina, non soltanto per Cupello ma per tutto il comprensorio, che ci appoggia convintamente. È una candidatura per tutto il Vastese».
La voglia di vincere convive con la sportività reciproca. Alberto Di Nuzi, capogregge di “Pastore Mare & Magne” di Torino di Sangro, assicura: «Cupello è bella, se dovesse vincere saremo tutti qui. Siamo già organizzati». Per Gianluca Castracani, sindaco di Fallo, capitale di Arrostiland, queste giornate «riescono a rianimare i piccoli paesi. Ci rincontriamo sempre ed è una festa». William Gelsumino, del gregge pescarese “Leader Sheep”, festeggia anche il compleanno: «Bella accoglienza, menu molto buono, sindaca molto presa e attiva».
«Cupello ha risposto, la comunità è coinvolta, così conferma che è favorito», osserva Di Nella. Ma nulla è già deciso: «Ora fino all’8 dicembre faremo le nostre valutazioni. Siamo grati a tutti i paesi: lo fanno prima di tutto per loro, è una festa di fine percorso». Resta l’idea di un tema sportivo, legato al numero undici e al calcio abruzzese. «Il momento teatrale è stato emozionante, ogni volta mi stupisco», aggiunge Di Nella. «Mi diverto molto di più ai sopralluoghi, per lo stress che comporta il grande evento. L’anno prossimo, se si farà, quasi-quasi faremo dieci sopralluoghi».
Sul palco, tra amministratori, balli e dj set andati avanti fino alla sera, un filosofico Cesare Irace, volto noto di Arrostiland e ambasciatore dello “Stato dell’anima”, richiama il senso della giornata: «Per riscoprire i valori delle comunità bastiamo noi, al di là del mondo iperconnesso dei social». Il microfono passa poi alla sindaca: «Cupello ospiterà Arrostiland 2027!». Un grido di battaglia, in attesa del verdetto dell’8 dicembre.
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