Arsenale e droga: arrestata casalinga

25 Agosto 2019

Trovati calibro 38 e carabina, sei fucili, 2mila munizioni, 100 grammi di cocaina e un bilancino. Il difensore: armi del padre

LANCIANO. Una pistola calibro 38, sei fucili, una carabina, 2.000 munizioni e 100 grammi di cocaina: è quanto custodiva in casa I.P., 42 anni, casalinga incensurata arrestata dai carabinieri della Compagnia di Lanciano diretti dal capitano Massimo Canale per detenzione illegale di armi comuni da sparo e munizionamento e detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio. La tenevano d’occhio i carabinieri quella casalinga dal fare strano, perché pensavano che in casa, a Villa Scorciosa, detenesse un’arma. Dopo gli appostamenti venerdì pomeriggio sono passati all’azione e hanno bussato a casa della donna con un mandato di perquisizione: non hanno trovato solo un’arma, ma un arsenale e 100 grammi di cocaina assieme a materiale per il confezionamento delle dosi, 150 euro in una bustina e un bilancino di precisione. Il revolver calibro 38 era sotto il materasso, in camera da letto, mentre nell’armadio-fuciliera c’erano 6 fucili da caccia, una carabina e 2.000 munizioni.
Perché tante armi? Sarebbero il frutto di una eredità. Il padre, defunto, le aveva detenute legalmente, ma la donna no. Entratatene in possesso avrebbe dovuto denunciarle, sarebbe stata sottoposta anche a verifiche per capire se avesse avuto i requisiti per tenerle, invece non ha fatto alcuna denuncia. Ma, la perquisizione è andata avanti e ha portato anche ad un’altra scoperta: 100 grammi di cocaina nascosta dietro la plafoniera della camera da letto. In casa, poi è stato trovato anche il materiale per il confezionamento e il bilancino che ha fatto pensare allo spaccio. Da qui le accuse di detenzione illegale di armi da sparo e munizionamento e detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio. Sono quindi scattate le manette. Il sostituto procuratore Serena Rossi ha posto la donna ai domiciliari. Domani è prevista l’udienza di convalida dell’arresto. Toccherà al legale della donna, Errico Sacco, provare a dare delle spiegazioni. L’avvocato sta studiando le carte ma tiene a precisare che le armi erano del padre, cacciatore; che la donna non aveva fatto alcuna “successione” perché non ha i titoli per averle e che non sono legate alla contestata attività di spaccio, che è da verificare. (t.d.r.)
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