Arsenico tra le ditte, la falda è a rischio

21 Dicembre 2017

Gli ultimi documenti sul Sir di Chieti Scalo svelano la contaminazione tra le imprese, ma tre aziende danno il via alle bonifiche

CHIETI. Uno stato di inquinamento «acclarato» con un lungo elenco di sostanze tossiche in grado di avvelenare la falda acquifera nella zona industriale di Chieti Scalo: «Contaminazione delle acque sotterranee per i parametri di ferro, manganese, nichel, alluminio, piombo, arsenico, toluene, 1.1 dicloroetilene e cloruro di vinile». Sono questi i veleni trovati nel sito Sir dello Scalo all’interno dei confini di aree industriali private. Veleni, così dicono gli ultimi documenti ufficiali del Comune, che sono un «rischio non accettabile» per la falda acquifera: se le analisi sembrano escludere un «rischio sanitario» per i lavoratori delle ditte, non è così «per la risorsa idrica». Che, ordina il Comune, va protetta con interventi di messa in sicurezza.
Ma a distanza di 7 anni dall’istituzione del Sir, il Sito di interesse regionale per l’inquinamento, per la prima volta, si muovono i primi passi della bonifica in tre aree private. Il primo progetto riguarda la ditta Mantini che si occupa di rifiuti: in un terreno dell’impresa «risultano rifiuti interrati» con un «acclarato stato di contaminazione del sito». L’azienda ha preparato un piano d’intervento con la bonifica attraverso le piante – «Tecnologie di fitorimedio con l’inserimento di varie specie vegetali, impianti arbustivi e arborei». Il progetto prevede anche controlli costanti per 15 anni sulla vegetazione e sulle acque sotterranee. Il progetto della Mantini sarà approfondito durante una conferenza dei servizi in Comune, l’11 gennaio dalle 10.
Un’altra ditta, la Meccanica C.T. che si occupa di manutenzione agli impianti, è pronta ad avviare un intervento «al fine di evitare la diffusione della contaminazione al di fuori del sito» di sostanze come manganese, cloruro di vinile, 1.1dicloroetilene, tricloroetilene, 1.2 dicloropropano, 1.2 dicloroetilene. Un sito, quello della Meccanica C.T., che «è da considerare contaminato» ma, in base al documento di Analisi di rischio, non ci sono pericoli per i lavoratori mentre così non è per la falda. Per questo, il Comune detta prescrizioni all’impresa: un anno per mettere a punto «un progetto di messa in sicurezza e/o di bonifica».
Nel sito della Walter Tosto, multinazionale della caldareria, è segnalato «un rischio per la risorsa idrica per i parametri di ferro, manganese e solventi clorurati». Per questo, l’Arta di Chieti ha evidenziato «la necessità di urgente attivazione da parte della società Tosto di opportuni interventi di messa in sicurezza per le acque sotterranee» a causa «della contaminazione da solventi clorurati». Come per la Meccanica C.T., il documento di Analisi di rischio «evidenzia l’assenza di un rischio sanitario» mentre è reale «un rischio per la risorsa idrica». Il Comune ordine controlli: due campagne semestrali per misurare le concentrazioni di ferro, manganese, solventi clorurati cancerogeni e non cancerogeni ed entro un anno «dovrà essere presentato il report conclusivo dei monitoraggi».