Artista grave per un pugno alla testa

19 Marzo 2019

Lotta fra la vita e la morte Umberto Ranieri, 55 anni, che vive nella Capitale. Il padre al Tg1: «È difficile che si salvi»

PAGLIETA . Lotta fra la vita e la morte Umberto Ranieri, artista 55enne di Paglieta aggredito domenica sera in una piazza di Roma. L’uomo, pittore e professore d’arte, è stato colpito con un pugno al volto che lo ha fatto cadere a terra e battere violentemente la testa. Sull’aggressione indagano i carabinieri della compagnia Casilina, che danno la caccia a un gruppo di ventenni con cui Ranieri si era fermato a parlare. Forse è nata una discussione e da uno dei giovani è partito il pugno che ha ridotto in fin di vita l’artista paglietano. Resta ignoto il motivo dell’aggressione e al momento gli investigatori escludono il movente dell’omofobia.
Secondo le prime ricostruzioni, domenica Ranieri era uscito di casa per una passeggiata, come era solito fare, nella zona di largo Preneste, alla periferia est. L’intenzione di fermarsi su una delle panchine della piazzetta, complice la bella giornata, a leggere un libro, come aveva detto poco prima al telefono a una zia. «Ha telefonato a mia cognata», racconta la madre Anna, «stava preparando un concorso per insegnare a scuola. Ha parlato un’ora con la zia e tutto a un tratto la disgrazia». Dopo le 19 alcuni testimoni avrebbero visto Ranieri parlare con un gruppo di ragazzi e ragazze in piedi vicino a una panchina. C’è chi parla di una lite, di voci che si alzano, chi invece di un colpo secco sferrato al volto. Uno dei giovani si sarebbe scagliato all’improvviso contro di lui. Il 55enne è stramazzato a terra a causa della violenza del colpo. Nella caduta all’indietro ha battuto violentemente il capo, ha perso conoscenza ed è entrato in coma. Sentito il tonfo sull’asfalto e vedendo l’uomo a terra, privo di sensi, alcune persone presenti nella piazzetta si sono avvicinate per prestare soccorso. Allertato il 118, il 55enne è stato trasportato con l’ambulanza in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Vannini e, dopo essere stato stabilizzato, è stato trasferito d’urgenza al San Giovanni. Qui nella notte è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ora è ricoverato nel reparto di Terapia intensiva in condizioni gravi.
La famiglia è stata avvisata domenica intorno alle 20 dall’ospedale. Il padre Filomeno è partito subito per Roma. «Sta molto male, è difficile che si salvi», dice in lacrime intervistato dal Tg1. I carabinieri della stazione di Roma Torpignattara e del Nucleo operativo della compagnia di Roma Casilina, hanno sentito diversi testimoni e cercano nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza elementi utili per individuare l’aggressore. È ancora da stabilire se dietro l’aggressione ci siano motivi privati. Dopo aver colpito Ranieri, il giovane è fuggito coi quattro amici.
Il 55enne, incensurato, celibe e senza figli, vive ed espone le sue opere nella Capitale. A Paglieta, dove torna periodicamente, la notizia è stata accolta con incredulità e apprensione. Tante le telefonate nella casa di viale Polsoni dove mamma Anna risponde a tutti con gentilezza: «Mio figlio è un tipo calmo, tranquillo. Ha studiato a Roma, diplomato all’Accademia delle belle arti, è un artista. Gli è sempre piaciuto disegnare, è nato per fare questo. Ora non sappiamo che fare». Non crede all’ipotesi della lite il sindaco Nicola Scaricaciottoli: «È strano che si sia trovato coinvolto in una rissa. Umberto è una persona tranquilla, non un attaccabrighe. Sicuramente non si sarebbe fatto trascinare in una discussione accesa, forse hanno provato a portargli via qualcosa, non so. Sono episodi che lasciano sgomenti», conclude il primo cittadino.
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