Asili chiusi a giugno e luglio Zulli: famiglie lasciate sole

GUARDIAGRELE. «Con la chiusura degli asili nido, generalmente aperti a fine luglio e delle scuole dell’infanzia che coprono abitualmente tutto giugno, molte famiglie si troveranno nella condizione di...
GUARDIAGRELE. «Con la chiusura degli asili nido, generalmente aperti a fine luglio e delle scuole dell’infanzia che coprono abitualmente tutto giugno, molte famiglie si troveranno nella condizione di dover scegliere tra la cura dei propri bambini e il ritorno all’attività lavorativa». Ad evidenziare la problematica è la consigliera comunale del Partito democratico Inka Zulli, ricordando che l’amministrazione comunale nella delibera di indirizzo della fase 2 dell’emergenza sanitaria, denominata “Guardiagrele riparte-Lavoro-Salute-Cultura”, usa spesso la parola “futuro” e a sproposito quella “lavoro”. «Come si può infatti parlare di lavoro», si domanda Zulli, «quando manca una programmazione concreta sulle attività di supporto alle famiglie che permetta loro di riuscire a conciliare i tempi di lavoro con quelli della cura?». L’esponente del Pd, ricorda che dal prossimo 13 giugno, secondo quelle che sono le linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia, sarà possibile organizzare attività per bambini e adolescenti, sia in parchi e giardini e sia in spazi al chiuso, adibiti a scuola o altre forma di attività come associazioni, oratori, palestre ecc.. «Nello specifico», precisa Zulli, «si prevede anche che i bambini siano divisi per fasce d’età con un rapporto educatore bambino di 1/5 per i più piccoli, 1/7 per i bimbi della primaria e di 1/10 per i ragazzi della secondaria». Zulli evidenzia quindi che, proprio a causa di questi criteri numerici, diventa importante cercare di coordinare e supportare il maggior numero di iniziative, affinché nessun bambino rimanga escluso e possa godere del diritto alla socialità e al gioco e nessuna famiglia venga messa nelle condizioni di fare eccessivi sacrifici per conciliare i tempi lavoro/cura. A Guardiagrele invece», sottolinea Zulli, «si sceglie di fare altro e si praticano tagli folli su capitoli di bilancio dei servizi sociali e si ritarda sulla programmazione dei servizi indispensabili».
Giovanni Iannamico
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