Asili nido, comitato anti-privatizzazioni

24 Aprile 2018

Mamme ed educatori si riuniscono alla scuola Ortiz, lettera di protesta al sindaco: «Scelta assurda»

CHIETI. Mamme ed educatrici d’infanzia sul piede di guerra contro le privatizzazioni e il taglio dei servizi sociali annunciato dal Comune. È nato ieri pomeriggio il comitato “In difesa dei servizi pubblici all’infanzia e alla persona di Chieti”. Vi fanno parte genitori e lavoratori dei quattro nidi d’infanzia comunali (28 educatrici, più 8 bidelli e 4 cuochi). Il comitato si darà subito da fare per sensibilizzare l’opinione pubblica. Per prima cosa intende infatti organizzare un’assemblea pubblica per incontrare sia l’utenza dei nidi il Comune vuole privatizzare che il resto dei cittadini che comunque verrà toccato dalla sforbiciata del 15% ai servizi sociali ed educativi. Da maggio a dicembre per il settore ci saranno infatti 210mila euro in meno. Il nuovo comitato è nato con una quindicina di membri che si sono riuniti per la prima volta nei locali della scuola Ortiz, allo Scalo, messa a disposizione dal preside Ettore D’Orazio. Il comitato ha già inviato una lettera al sindaco Umberto Di Primio, oltre che agli assessori alle Politiche sociali Emilia De Matteo e alla Pubblica istruzione Giuseppe Giampietro, ai consiglieri comunali, ai dipendenti comunali e ai sindacati.
«Per quanto riguarda la privatizzazione dei nidi», si legge nella lettera, «la scelta avviene, per assurdo, in un momento in cui le innovative e tanto auspicate norme sul sistema integrato 0/6 sottraggono i servizi educativi all’infanzia da quelli a domanda individuale e sanciscono, con una legge dello Stato, il diritto universale all’educazione sin dalla nascita per bambine e bambini. Il comitato ritiene che sia necessario un cambio di visione nel considerare gli investimenti nei servizi pubblici una spesa ed una perdita di risorse economiche, mentre al contrario significa investire sulla persona, sul territorio, consci del fatto che la ripresa economica è agevolata laddove ci sono servizi pubblici tesi al benessere del cittadino». (a.i.)