Asl e ateneo, via al master per infermieri di comunità

25 Gennaio 2019

CHIETI. La Asl Lanciano Vasto Chieti investe sulla medicina del territorio e sulle fragilità, con gli infermieri in un ruolo di primo piano, e l’università d’Annunzio di Chieti-Pescara promuove un...

CHIETI. La Asl Lanciano Vasto Chieti investe sulla medicina del territorio e sulle fragilità, con gli infermieri in un ruolo di primo piano, e l’università d’Annunzio di Chieti-Pescara promuove un master in “Infermieristica di comunità”. È un esempio di sinergia perfetta quello che vede coinvolte l’azienda sanitaria della provincia di Chieti e l’ateneo e che guarda a un ambito assistenziale sul quale si gioca la sfida più innovativa in tema di salute. Il tema delle cure primarie e della fragilità è al centro delle scelte di programmazione della Asl Lanciano Vasto Chieti, che ha attivato ospedali di comunità, ambulatori infermieristici sul territorio e investito sulla medicina d’iniziativa, che richiedono competenze specifiche e una formazione adeguata. Arriva al momento giusto il master appena istituito in “Infermieristica di comunità, cure primarie e territorio”, un anno la durata e 60 i crediti formativi in dote. L’obiettivo è formare professionisti in grado di assicurare la continuità assistenziale a livello territoriale, con la presa in carico della persona affetta da patologia cronico-degenerativa. Tale categoria di pazienti, infatti, esprime una domanda di salute complessa, che necessita di una presa in carico globale e integrazione multiprofessionale. Il master si svolgerà al nuovo polo didattico del campus universitario e alle Asl di Lanciano, Vasto, Chieti e Pescara, ha come obiettivo formare infermieri che sappiano realizzare un’assistenza centrata sui bisogni di salute del paziente, e gestire l’intero percorso in integrazione con le diverse professionalità coinvolte.
Com’è noto, in provincia di Chieti si sperimenta il nuovo modello di assistenza territoriale che comporta la presa in carico completa e proattiva delle cronicità e delle fragilità, individuate incrociando dati e informazioni a disposizione della Asl (consumo di farmaci, ricoveri in ospedale, prestazioni specialistiche per ciascun assistito). Sulla base di queste informazioni sono, quindi, gli infermieri e i medici della Asl, oltre ai medici di medicina generale, a contattare il paziente e a programmare insieme allo stesso un percorso diagnostico e terapeutico, senza aspettare che sia l’utente a recarsi negli ambulatori attivi sul territorio.