Asl, i 150 precari chiedono stabilità

17 Dicembre 2017

Sit-in dei lavoratori degli ospedali di Lanciano, Vasto e Chieti «L’azienda ci riconosca l’anzianità nel concorso ausiliari»

LANCIANO. Si mobilitano i circa 150 operatori socio sanitari (Oss) e ausiliari che lavorano nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti. A turno da quattro giorni presidiano l’ingresso dell’ospedale Renzetti e lo faranno fino al 23 dicembre, per informare i cittadini su quanto accade all’interno dell'ospedale, la qualità del servizio sanitario che va abbassandosi e per raccogliere firme e chiedere il riconoscimento dell’anzianità di servizio per poter partecipare al concorso pubblico per Oss e ausiliari previsto per il 2018. “Dignità per i lavoratori dell’ospedale, la salute non si appalta”: è lo slogan scelto dagli operatori che si danno il cambio al presidio e dall’Usb (Unione sindacale di base) che appoggia la battaglia da mesi. «La salute non si appalta», dice Daniele Moretti (Usb), «invece sono molti i servizi appaltati all’esterno dalla Asl: mensa, call center, pulizie, compreso quello di operatori e ausiliari che, assunti da aziende e cooperative private, spesso vedono calpestata la propria dignità perché, rispetto ai colleghi strutturati Asl, non hanno le stesse garanzie contrattuali, percepiscono salari bassi, lavorano 10-20 ore a settimana, cambiano turni all’improvviso, hanno carichi di lavoro eccessivi. Si tratta di circa 150 Oss e ausiliari degli ospedali di Lanciano, Vasto e Chieti, la maggior parte donne, che attendono una stabilizzazione». Giovanna, Alice e tanti altri attendono da 10 anni un concorso che possa inserirli a tempo indeterminato nella Asl. E ci sono anche altri Oss e ausiliari che attendono da anni lo stesso concorso per vedere riconosciute le proprie mansioni o perché precari. E il concorso atteso dal 2001 arriverà tra pochi mesi, nel 2018, assieme a quello per gli infermieri; la Asl ipotizza che possa uscire già a fine gennaio. Sono attese circa 12mila domande. «Ma il concorso apre interrogativi e anche “ingiustizie”», dicono dall’Usb, «visto che questi lavoratori delle cooperative, in moltissimi casi, svolgono tale servizio da oltre dieci anni, ma in sede di concorso rischiano di non vedersi riconoscere alcuna anzianità di servizio se la situazione resterà tale. Sarebbe un danno anche per i pazienti e la Asl stessa perché sono persone già formate e con molta esperienza maturata negli anni nelle corsie, pronte a lavorare subito. Il presidio serve per questo, per appoggiare la loro lotta. Siamo a quota 700 firme in quattro giorni». Si può sottoscrivere la petizione dalle 9 alle 18 fino a sabato prossimo.
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