«Asl nel caos, a casa i dirigenti incapaci»

Cerulli (Cittàdinanzattiva) spara a zero dopo lo scandalo della farmacia ospedaliera rimasta senza medicinali
CHIETI. «La salute è un diritto non un favore che viene fatto al cittadino. E se l’azienda sanitaria non è in grado di assicurare questo principio fondamentale della Costituzione italiana, chi governa farebbe bene a “tagliare qualche testa”poco pensante». È tranciante il commento di Aldo Cerulli, presidente di CittadinanzAttiva sulla mancanza di medicine, anche quelle salva vita, alla farmacia ospedaliera del Santissima Annunziata.
«La mancanza di medicinali alla farmacia del policlinico è un problema grave e cronico» aggiunge Cerulli «ci siamo più volte fatti portavoce dei forti disagi dei cittadini, ci siamo rivolti più volte alla stampa e francamente siamo stanchi di assistere alle improbabili arrampicate sugli specchi da parte dei vertici della Asl che invece di risolvere i problemi, prendendo provvedimenti severi verso chi non fa il proprio dovere, approfitta della pazienza e sopportazione delle persone. E lascia la farmacia ospedaliera totalmente sguarnita». Cerulli è un fiume in piena e nel mirino delle responsabilità finisce anche il governo regionale. «Che fine ha fatto il servizio ispettivo regionale deputato a controllare l’efficienza dei servizi offerti dalla sanità negli ospedali pubblici? In casi gravi come questi dovrebbero entrare in azione i Nas per accertare di chi sono le responsabilità di un tale disservizio». Domanda che il presidente rivolge direttamente all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci.
«Non può rimanere impunito chi, pur percependo un lauto stipendio come dirigente della Asl, se ne infischia di mandare allo sbaraglio persone malate, spesso anche anziane, per poter reperire sul mercato privato un farmaco salva vita». Poi Cerulli confida: «Ho raccolto non so quante volte le rimostranze di chi dirige il servizio della farmacia ospedaliera teatina sulla insensibilità mostrata da certi dirigenti alle sue tempestive richieste di rifornimento di medicinali prima di ritrovarsi con gli scaffali vuoti. Questa mancanza di rispetto nei confronti delle persone malate è inaccettabile e dura da troppo tempo. I dirigenti inadempienti che commettono in modo reiterato errori così gravi vanno mandati a casa e non gratificati, come spesso accade, con premi di produzione per obiettivi mai raggiunti». Intanto non si placano le proteste di chi lunedì scorso è stato costretto, dopo una lunga fila negli angusti spazi riservati alla farmacia ospedaliera, a tornarsene a casa solo con un timbro per poi iniziare la caccia al farmaco nelle farmacie della città. E un folto gruppo di agguerriti annuncia: la prossima volta ci rivolgeremo alla magistratura.

