Asl, Schael bocciato dai sindaci: ora scoppia la polemica politica

CHIETI. La bocciatura dell’operato del direttore generale Asl Thomas Schael da parte del Comitato ristretto dei sindaci continua ad agitare il mondo politico regionale. Il Partito democratico...
CHIETI. La bocciatura dell’operato del direttore generale Asl Thomas Schael da parte del Comitato ristretto dei sindaci continua ad agitare il mondo politico regionale. Il Partito democratico provinciale replica al consigliere regionale Mauro Febbo, subito sceso in difesa di Schael: «Mistifica la realtà per prendersela con i sindaci», dice il gruppo Pd capitanato dal segretario provinciale Gianni Cordisco, «dica piuttosto ai cittadini cosa ha fatto lui per evitare i debiti della sanità, i tagli ai servizi di emergenza-urgenza e alla sanità territoriale delle zone interne della provincia».
Cordisco si dice convinto che il problema non sia tanto il giudizio dei sindaci del Comitato ristretto (tutti di centrosinistra) quanto quello dei «cittadini che si sono visti negare servizi, prestazioni, diritti e che pagheranno in prima persona i debiti dichiarati da questa dirigenza Asl». Secondo il segretario provinciale Pd, con la difesa di Schael Febbo fa capire che «è contento che abbiano tolto mezzi di soccorso e medici dalle zone interne, è soddisfatto che l’esecutivo non abbia approvato un programma concreto per intervenire sui presidi territoriali, pur avendo risorse e iter tracciati per farlo; è contento che abbiano tolto le guardie mediche dalle zone interne, che così restano scoperte in un momento delicatissimo qual è quello che stiamo vivendo; è contento che il concorso per gli infermieri resti bloccato, cosa che sarebbe invece da roba da Corte dei conti e nel dire che il manager ha fatto un ottimo lavoro, è contento anche del fatto che abbia mandato alla Regione un piano di rientro dai debiti che ha generato, che prevede milioni di tagli».
Interviene anche la consigliera regionale leghista Sabrina Bocchino che definisce «una farsa politica» il parere negativo su Schael del Comitato ristretto. Più che a favore di Schael, Bocchino se la prende contro il Comitato dei sindaci che per lei «è un salto indietro agli anni ‘70 quando il Partito comunista italiano si adoperò per lo spostamento a sinistra della pubblica opinione. Erano i tempi di Enrico Berlinguer che propose la collaborazione con le forze cattoliche e socialiste per il rinnovamento del paese, ma adesso siamo nel 2021 e il centrosinistra ha carenze di menti supreme così deve fare di necessità virtù con la regia di Silvio Paolucci (Pd)». Su Schael, però, ci sono dubbi: “La Lega Salvini Abruzzo si aspettava ben altri risultati e modus operandi dal direttore generale Asl», dice infatti la consigliera regionale, «ma la falsità politica del centrosinistra e dei 5 Stelle, mista a opportunismo elettorale, è inaccettabile». (a.i.)
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