Asl, è pronta la fusione Chieti-Pescara

Ecco la lettera di D’Alfonso che dà lo stop all’ultimo concorso di Zavattaro, spunta il nome di Menduni come commissario
CHIETI. Un manager con le valigie e un piano che doveva restare segreto. Invece qualcuno, dalle stanze dei bottoni, se lo fa sfuggire. Il piano che rivoluziona la sanità pubblica dell’area metropolitana è questo: la fusione delle Asl di Chieti e Pescara che, come è accaduto con Confindustria e le Camere di Commercio, saranno accorpate prima di quanto di possa pensare. Il decreto è già pronto sul tavolo del governatore, Luciano D’Alfonso, che non conferma né smentisce. Ma appena gli si pronuncia un nome, quello di Paolo Menduni, ex manager di Asl abruzzesi, ammette che «sfrutterà la sua risorsa professionale». Non come supermanager delle due Asl di Chieti e Pescara, ma come commissario della fase di fusione. Così dicono i ben informati. In questo contesto svelato si inseriscono quindi l’operazione-Zavattaro, il manager di Chieti costretto alle dimissioni del primo giugno (lui attende da un mese la risposta della giunta alla sua lettera d’addio) e l’ultimo fax che proprio ieri mattina gli ha fatto recapitare D’Alfonso. E’ un’intimazione con cui il governatore, ricorrendo a una forma dotta, quasi aulica, e citando persino la letteratura risorgimentale, gli dà uno stop perentorio, l’ennesimo, a concorsi ed assunzioni. Oltre che a Francesco Zavattaro, D’Alfonso scrive anche alla procura regionale della Corte dei Conti. E diffida con cartellino rosso il manager in partenza a bloccare “la procedura concorsuale relativa a profili professionali del ruolo tecnico”. Il governatore fa riferimento alla legge Delrio, motivando il suo drastico stop al concorso con la necessità di dare priorità ai «geometri provinciali», cioè all’esercito di dipendenti delle Province che tra poco sarà soggetto a una massiccia mobilità dal proprio ente in dismissione alle altre pubbliche amministrazioni regionale. Tra queste non possono mancare le Asl. Le ultime righe della lettera di D’Alfonso sono di una cordialità assoluta, di democristiana memoria: «Si augura il miglior lavoro possibile per gli obiettivi di risanamento della finanza pubblica che vede particolarmente coinvolta questa legislatura regionale». Salvo poi spedire anche ai giudici contabili la lettera che fa terra bruciata intorno al manager bocconiano. Che però questa volta non resta a guardare. Risponderà a D’Alfonso ricorrendo (forse) all’ironia per dirgli che il concorso riguarda l’assunzione di un tecnico specializzato in ingegneria clinica e informatica: un esperto capace di riparare apparecchi come la Tac oppure l’ecografo. E che davvero poco ha a che fare con un buon geometra che sa di edilizia e buche nell’asfalto.

