Assalto a villa Martelli ora è scontro in appello

I giudici aquilani fissano l’udienza a distanza di due anni dalla violenta rapina Gli avvocati: «In primo grado condanne spropositate, chiediamo lo sconto»
LANCIANO. È fissato al 24 settembre 2020 all’Aquila il processo di appello per la banda romena che il 23 settembre 2018, rapinò e picchiò barbaramente i coniugi Carlo Martelli, chirurgo in pensione e Niva Bazzan, ex infermiera, alla quale mutilarono parte del padiglione auricolare. In primo grado, con rito abbreviato, i sei autori del colpo accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime e sequestro di persona furono condannati a 65 anni di carcere complessivi dal giudice Giovanni Nappi. Alexandru Colteanu, 24 anni, rinchiuso nel carcere di Frosinone, considerato il braccio violento della banda fu condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione. Marius Adrian Martin, 36 anni, in carcere a Campobasso, considerato la mente della gang prese 11 anni e 4 mesi; 10 anni per Ruset Aurel, 26 anni, che è in carcere a Pescara, e per Costantin Turlica 24 anni, che è a Larino; 9 anni e 4 mesi per Ion Turlica, 22 anni, in carcere ad Avellino; 8 anni a George Ghiviziu 28 anni, il palo della banda, che è ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Gheorghe Traian Jacota, 50 anni, l’unico accusato di favoreggiamento per aver cercato di far fuggire Ghiviziu, fu condannato a 10 mesi di reclusione, pena sospesa. I primi a depositare il ricorso nel novembre 2019 sono stati Rocco Ciotti e Alessandra Acciaro, avvocati di Colteanu. Hanno contestato «l’abonormità della condanna» e il fatto che «il giudice avrebbe respinto senza motivo la richiesta di integrare l’istruttoria, dopo che l’imputato aveva dichiarato di avere un alibi per la notte della rapina». Colteanu, l’unico a non aver mai risposto alle domande degli inquirenti, aveva affermato, dopo la requisitoria della Procura che per lui aveva chiesto 18 anni di reclusione, «di essere estraneo alla rapina perché quando è accaduta, si trovava nell’hotel Alba di Lanciano, fino ad una certa ora in compagnia del proprietario. Era sotto falsa identità ma è stato registrato». La rapina iniziò alle 4 di domenica 23 settembre 2018 quando, secondo le indagini fatte da polizia e carabinieri, nella villa, entrarono Martin, Colteanu, Ruset e Costantin Turlica. I 4 salirono in camera da letto e legarono il medico, poi presero la moglie che era in un’altra stanza e per loro iniziò l’inferno: i due furono pestati con una violenza inaudita. Ogni volta che il chirurgo diceva che non avevano alcuna cassaforte, riceveva un pugno in pieno volto. Alla fine gli spaccarono anche una vertebra. Alla moglie, addirittura, tagliarono parte del padiglione auricolare con una roncola di 12 centimetri. Quando dopo due ore i banditi capirono che la cassaforte non c’era davvero, presero le carte di credito e ritirarono 1.990 euro. Poi con i soldi, tre orologi, un anello, due catenine, un paio di orecchini d’oro fuggirono, ma furono catturati ad uno ad uno. E il giudice nelle 26 pagine delle motivazioni ha proprio sottolineato la violenza della gang: «Hanno voluto fare ciò che hanno fatto. Nessuno si è opposto alla mutilazione della Bazzan. Un colpo programmato che ha messo in conto le lesioni. Se si fa un furto non si svegliano i padroni di casa, non si portano armi o fascette per legare le persone che sapevano essere incapaci di porre resistenza. Non va concessa alcuna attenuante». E su Colteanu disse: «la sua presenza è certa oltre ogni ragionevole dubbio». I legali, Andrea D’Alessandro (per Martin), Massimiliano Bravin (Ruset), Roberto Crognale (per i fratelli Turlica), Nicola e Paolo Sisti (Ghiviziu) e Vincenzo Menicucci (Jacota) puntano allo sconto di pena e alla assoluzione per alcuni capi di imputazione.

