Assalto al bus del Chieti, tifoso sott’accusa

Pullman tenuto fermo e danneggiato: un ultrà della squadra di calcio a processo per violenza privata
CHIETI. Un ultrà del Chieti calcio è finito sotto processo, con l’accusa di violenza privata, per aver bloccato il pullman della squadra di ritorno da una trasferta. Il sostituto procuratore Marika Ponziani ha firmato il decreto di citazione a giudizio nei confronti di P.Z., teatino di 42 anni, per i fatti avvenuti all’esterno dello stadio Guido Angelini il 7 ottobre del 2018. Il tifoso individuato e denunciato dai poliziotti della Digos faceva parte del gruppo di circa una cinquantina di persone che ha partecipato alla dura contestazione. L’udienza davanti al tribunale di Chieti è in programma il prossimo 9 dicembre.
Dopo l'ennesima sconfitta a Pratola Peligna (3-1 il finale), gli ultrà avevano sfogato la loro rabbia per un campionato di Eccellenza sino a quel momento nettamente al di sotto delle aspettative. E lo avevano fatto attendendo fuori dall’impianto di Santa Filomena i calciatori, lo staff tecnico e i dirigenti, che lì avevano lasciato le loro auto. In base alla ricostruzione della polizia, il gruppo di tifosi ha intercettato il pullman su viale Abruzzo, poco prima che entrasse nel parcheggio dello stadio. Il mezzo è stato fermo per diversi minuti: sono partiti cori di offesa nei confronti dei calciatori e l’autista del bus è stato costretto a bloccarsi per evitare di investire i tifosi furibondi. Non solo: i supporter hanno iniziato a battere i pugni sulla carrozzeria e sul parabrezza, cercando anche di aprire le porte. La situazione è tornata alla normalità a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine. Poi c’è stato un duro confronto con la squadra: fortunatamente non si è andati oltre parole pesanti. All’indomani dell’assedio al pullman, sono partiti gli accertamenti della Digos che hanno ricostruito nel dettaglio i momenti di tensione. In questo senso, è stata decisiva la testimonianza degli agenti che si trovavano in quel momento all’esterno dell’Angelini. L’imputato è difeso dall’avvocato Antonello Remigio. (g.let.)

