Ortona

Assalto al portavalori sull’A14, ritrovato il furgone usato dai rapinatori

20 Febbraio 2026

Era nascosto tra la vegetazione vicino al fiume Foro in una strada sterrata tra Ortona e Francavilla. Nel mezzo lasciati alcuni oggetti: l’ipotesi è che siano dei banditi. E spuntano analogie con altri colpi

ORTONA. Il Fiat Ducato bianco era nascosto nella vegetazione, accanto al fiume Foro, al confine tra Francavilla al Mare e Ortona. Quel furgone – ritrovato dalla polizia – è stato utilizzato dai rapinatori per fuggire dall’autostrada A14 dove, lo scorso 5 gennaio, hanno assaltato un portavalori Aquila seminando il panico a colpi di Kalashnikov ed esplosivo.

È questa l’ultima novità nell’inchiesta condotta dalla squadra mobile di Chieti, sotto il coordinamento del pubblico ministero Giancarlo Ciani, sulla rapina pluriaggravata da oltre 400.000 euro compiuta all’altezza di Ortona, dove un commando di una decina di persone è entrato in azione mostrando notevole spregiudicatezza, al punto da esplodere una ventina di colpi di arma da fuoco e da far saltare in aria il blindato attraverso una carica esplosiva piazzata sul portellone posteriore, il tutto senza preoccuparsi minimamente della presenza nell’abitacolo delle due guardie giurate (rimaste miracolosamente illese).

La scoperta del furgone usato per “esfiltrare” dal luogo della rapina può rappresentare uno snodo importante nelle indagini della polizia che, come è scontato in casi analoghi, puntano alla criminalità pugliese. Gli investigatori, infatti, sono ora impegnati a visionarie e scandagliare le immagini delle telecamere degli impianti di videosorveglianza della zona: l’obiettivo è individuare chi ha fatto accesso nell’area in cui è stato ritrovato il mezzo, non solo nel giorno dell’assalto, ma anche in quelli precedenti, perché è praticamente certo che ci sia stato un sopralluogo per scegliere il punto esatto in cui abbandonare il Ducato, un veicolo comune, scelto – non a caso – per confondersi nel traffico mattutino e passare inosservati ai posti di blocco istituiti dalle forze dell’ordine subito dopo la rapina.

I banditi non hanno incendiato il furgone, risultato rubato in Puglia, con uno scopo ben preciso: evitare che fumo e fiamme allertassero gli investigatori, spingendoli a ritrovarlo nell’immediatezza. Ma lasciare il mezzo in un posto riparato, in una strada sterrata, tra cespugli e canne, non è stato sufficiente.

All’interno del furgone, peraltro, i poliziotti hanno trovato alcuni oggetti: il sospetto più che fondato è che, nella concitazione del momento, siano stati lasciati lì dai banditi, ragion per cui sono in corso analisi e accertamenti investigativi.

Polizia e procura stanno anche analizzando le analogie del raid di Ortona con altri colpi messi a segno sia in precedenza che successivamente. In particolare, sono due gli episodi finiti all’attenzione degli inquirenti: tutto porta a pensare che la matrice foggiana sia la stessa. Il primo risale allo scorso ottobre e si è verificato sull’A14, all’altezza di Porto Recanati (Macerata), dove un gruppo armato ha assaltato due furgoni blindati in transito verso sud, utilizzando esplosivo e Kalashnikov, senza però riuscire a impossessarsi del bottino milionario: tre banditi coinvolti nell’assalto, tutti originari di Cerignola (Foggia), sono stati arrestati, mentre gli altri hanno fatto perdere le loro tracce.

Il secondo assalto-fotocopia è di qualche giorno fa, precisamente del 9 febbraio, quando un commando è entrato in azione sulla strada statale Brindisi-Lecce a caccia del colpo grosso: rapinare i sei milioni di euro stipati su un portavalori e diretti alla Banca d’Italia. Ma qualcosa, in quel caso, è andato storto: l’esplosivo è stato piazzato sul lato sbagliato e il blindato ha retto anche grazie all’attivazione del sistema di protezione con schiumogeno, il cosiddetto spumablock che reagisce agli attacchi e rende inutilizzabili le banconote. Due rapinatori foggiani sono stati catturati durante la fuga, mentre i complici si sono dileguati. Un filo rosso unisce tutti gli assalti. Da Recanati a Brindisi, passando per Ortona.

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