Assalto alla Magnacca, torna Boschetti

14 Maggio 2017

L’ex assessore regionale schierato con Luciano (Pd). Angelucci perde una lista. Incognita Menna. Fuori Mariotti e Cilli

SAN SALVO. Si prevedevano undici liste, ma alla fine ne sono state presentate dieci. A ritirarsi in corsa è stata la lista Bene comune a sostegno del candidato sindaco Angelo Angelucci, consigliere comunale uscente, che ora conta sull’apporto delle altre due compagini che lo sostengono: San Salvo democratica (nelle cui fila è stato consigliere comunale per cinque anni) e Più San Salvo con Fabio Travaglini, leader dei centristi per l’Abruzzo. Ma le sorprese non si fermano qui. Il vero colpo di scena è il ritorno in politica dell’avvocato Antonio Boschetti. L’ex assessore regionale – uscito assolto dall’accusa di corruzione nell’ambito della vicenda Sanitopoli, l’inchiesta sulla sanità abruzzese che portò all’arresto dell’ex governatore Ottaviano Del Turco e di altre nove persone – è candidato nella lista del Pd. Dopo essere rimasto per tanti anni fuori dalla politica, Boschetti ha deciso di tornare a farla in prima persona appoggiando la candidatura dell’amico, nonché collega di partito Gennaro Luciano. Quest’ultimo - che nei mesi scorsi si è autosospeso dalla carica di segretario cittadino – è sostenuto da tre liste: Pd, Città futura e Sinistra per San Salvo.
Presenze importanti, ma anche assenze. Non si sono ricandidati per lasciare spazio ai giovani e per favorire il ricambio generazionale l’ex deputato Arnaldo Mariotti e l’ex assessore Luciano Cilli che per cinque anni hanno rappresentato il partito democratico in consiglio comunale. Hanno deciso di farsi da parte, ma sostengono la candidatura di Luciano che lancia il guanto della sfida alla sindaca uscente Tiziana Magnacca. Attorno a quest’ultima hanno fatto quadrato le persone che le sono state vicine in questi cinque anni di mandato amministrativo. Nelle tre liste che appoggiano la leader del centrodestra (San Salvo città nuova, Per San Salvo e Lista popolare), sono presenti gli assessori uscenti Maria Travaglini, Giancarlo Lippis, Oliviero Faienza, Giovanni Artese, il presidente del consiglio comunale Eugenio Spadano, i consiglieri comunali uscenti Tonino Marcello, Fabio Raspa, Tony Faga, Vincenzo Ialacci, Luciano Torricella e Stefano Battista, due esponenti del Psi, Costantino Santini e Maria Antonietta Zinni e un folto drappello di candidate. Ce ne sono 20 su un totale di 48 candidati (il doppio rispetto al 2012) per effetto della legge che impone di avere la doppia preferenza di genere al fine di ovviare alla scarsa presenza femminile nelle liste. Punta al bis la sindaca uscente che, come era già successo nel 2012 quando con la sua elezione fece crollare il mito di San Salvo roccaforte rossa, si trova di fronte un centrosinistra frammentato che potrebbe riunirsi al ballottaggio del 25 giugno, sempre che uno dei quattro candidati non raggiunga al primo turno la maggioranza assoluta dei voti validi.
Sul “civismo” fa leva Osvaldo Menna, commerciante, con alle spalle una lunga esperienza politica ed amministrativa. È stato assessore comunale durante due mandati dell’ex sindaco Gabriele Marchese e consigliere provinciale. Ha all’attivo una lunga militanza nel partito socialista. Menna, che è stato il primo ad ufficializzare la sua candidatura a sindaco nel novembre 2016, è appoggiato da due liste civiche, San Salvo lavora e San Salvo Evviva dove sono rappresentate tutte le categorie sociali. Con la presentazione delle liste - consegnate in Comune ieri mattina - inizia ufficialmente la campagna elettorale. Uno dei cavalli di battaglia è la sicurezza.
Anna Bontempo
©RIPRODUZIONE RISERVATA