Assalto nella villa: è il giorno della sentenza

8 Ottobre 2019

Lanciano. Rapina cruenta ai coniugi Martelli: oggi il verdetto sul raid della banda dei sei romeni

LANCIANO. È il giorno del verdetto, quello della sentenza che dovrebbe chiudere, almeno in primo grado, il processo con rito abbreviato su una della pagine di cronaca nera più cruenti che la città ricordi negli ultimi anni: la rapina ai danni dei coniugi Martelli-Bazzan avvenuta il 23 settembre 2018. Un assalto da parte di una giovane gang romena, oggi alla sbarra, che ha pestato il medico Carlo Martelli, a cui ha rotto anche una vertebra e ha tagliato metà orecchio alla moglie, ex infermiera, Niva Bazzan. A processo ci sono i fratelli Ion Cosmin, 20 anni, e Costantin Aurel Turlica (22), il cugino Ruset Aurel (25), poi Alexandru Bogadan Colteanu (24), George Ghiviziu (26), Marius Adrian Martin (34), accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di armi, e Gheorghe Traian Jacota (48), accusato solo di favoreggiamento, per aver cercato di far fuggire Ghiviziu.
I colpi di scena non mancheranno. Il primo più atteso: la confessione di Colteanu. Il braccio violento della gang, secondo i Turlica e Ruset, ha inviato una memoria al giudice Giovanni Nappi ed è pronto a ribadire in aula la sua estraneità alla rapina. «Sono estraneo a questo brutto fatto», sostiene Colteanu, «perché quando è accaduto mi trovavo all’hotel Alba di Lanciano, fino a una certa ora in compagnia del proprietario. Ero sotto falsa identità perché ero latitante, ma sono stato registrato. Ho fatto numerose telefonate, si può verificare la cella telefonica».
E gli altri? Hanno già parlato agli inquirenti, tanto che sono rei confessi, ma dando una versione che non coincide né con quella di Colteanu, indicato come il violento della banda, né di Martin, la mente della gang. In aula parleranno? Di certo lo faranno i loro avvocati che dovranno mitigare le pene chieste dalla Procura, considerate “spropositate”: 18 anni per Colteanu, 14 per Martin, Ruset Aurel e Costantin Turlica che sarebbero entrati in villa; 12 per Ion Turlica e per George Ghiviziu, considerati i "pali"; 2 per Jacota. Richieste fatte sulla base di un’indagine serrata di polizia e carabinieri con oltre 1.200 pagine di accuse. Ci sono le prove della scientifica con gli 80 reperti sequestrati nella villa, nella casa di corso Roma dove vivevano i Turlica, nella Volkswagen Golf e la Bmw usate la notte del colpo e nel borsone con tute, scarpe, passamontagna, guanti usati durante la rapina nonché scotch e le fascette con cui sono stati legati il medico e la moglie con impronte, tracce ematiche e biologiche da cui è stato estratto anche il Dna dei rapinatori. Ci sono poi i filmati delle telecamere delle strade, della banca, il contenuto dei 6 cellulari sequestrati.
Dopo le arringhe e le repliche è attesa la sentenza. Su cui però pende la richiesta di spostamento del processo fatta dai legali di Colteanu in Cassazione. In caso la Suprema Corte la accogliesse, la sentenza sarebbe inutile e bisognerà ricominciare da capo, in altro tribunale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA