Assediati da 16 cassonetti «In casa non viviamo più»

24 Giugno 2018

Ortona. In via don Bosco abitazione circondata dai contenitori dei rifiuti La proprietaria: devono toglierli tutti, da domani faccio lo sciopero della fame

ORTONA. Si dice pronta ad iniziare lo sciopero della fame per far sì che possa cambiare qualcosa di una situazione che ha del paradossale. La protagonista della vicenda è Lucia Coccioli, residente in una casa circondata da bidoni della spazzatura. Ce ne sono ben sedici attorno alla sua abitazione, otto a destra del cancello d’ingresso ed otto a sinistra, dai quali proviene un odore nauseabondo. I rifiuti creano disagi, che ovviamente aumentano durante l’estate con le alte temperature.
Siamo in via Don Bosco, quartiere del centro urbano ortonese: dopo aver attraversato via della Libertà si svolta lungo questo viale e, percorso qualche metro, si arriva davanti casa della donna. Lei stessa si è rivolta al Centro per segnalare le condizioni in cui è costretta a vivere, nonostante i diversi confronti avuti con il Comune di Ortona affinché potesse essere trovata una soluzione.
«Sono mesi che lo sollecitiamo per far togliere i cassonetti, ma alle rassicurazioni non sono mai seguiti i fatti», sostiene Coccioli. Arrivati di fronte alla sua abitazione è impossibile non notare i grossi contenitori di EcoLan messi nelle vicinanze dell’ingresso. Ieri ne abbiamo contati sedici, ma ci è stato garantito che ce ne sono stati anche di più. Tra due di questi spunta pure un frigorifero abbandonato. Odori forti e sgradevoli si propagano nell’aria e la signora sfoga tutta la sua rabbia: «Questa è un’aggressione nei nostri confronti, sono provata fisicamente ed emotivamente», dichiara. «Ormai mi vergogno di dire dove abito e ho serie difficoltà anche ad andare al lavoro, perché tutti mi prendono in giro conoscendo il problema», racconta.
Sono circa due anni che i bidoni della spazzatura sono stati piazzati davanti casa e sia lei e sia la sua famiglia non risparmiano critiche a nessuno. In primis all’amministrazione comunale, opposizione consiliare compresa, che a quanto pare avrebbe mostrato disinteresse di fronte a questo disagio. Il risultato è un insopportabile odore davanti casa, rifiuti lasciati lì «anche da chi non dovrebbe conferire in questa zona» e per di più abbandonati a terra con i cassonetti pieni di buste. Sotto questo aspetto ieri le condizioni erano leggermente migliori rispetto ai giorni scorsi quando, come ci è stato testimoniato dalle foto scattate dalla stessa signora, montagne di rifiuti giacevano in bella vista. A poca distanza, in via Ruella Petrilli, è stata messa un’isola ecologica, che potrebbe cambiare la situazione. Il condizionale però è d’obbligo perché «non è funzionante», aggiunge Coccioli, «e se lunedì (domani per chi legge, ndc) non lo sarà ancora, io inizierò lo sciopero della fame».
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