Assegnazioni alloggi Marrocco: con me un taglio col passato

18 Settembre 2014

CHIETI. C'è «un pregiudizio ingiustificato nei confronti dell'Amministrazione, proprio nel momento in cui massima è l'istanza di trasparenza da parte dei cittadini e assolutamente innovativo è stato...

CHIETI. C'è «un pregiudizio ingiustificato nei confronti dell'Amministrazione, proprio nel momento in cui massima è l'istanza di trasparenza da parte dei cittadini e assolutamente innovativo è stato lo sforzo per soddisfare detta esigenza». Dario Marrocco para i colpi delle infinite polemiche sull'assegnazione degli alloggi popolari comunali, ma non dà risposte sulla bagarre scatenata dall'opposizione per l'imprevisto stop alla Commissione di indagine sui casi di assegnazione illegittima presieduta da Gabriele Salvatore del Pd (16 casi irregolari scoperti andando a ritroso fino a parte del 2011), e sul nuovo regolamento delle graduatorie esaminato nella sede ristretta della giunta ma mai approdato in consiglio comunale. Sono invece altri gli elementi della lunga nota diffusa ieri dall'assessore alle Politiche della casa, che vorrebbe far dimenticare lo scandalo del suo predecessore Ivo D'Agostino, prossimo all’udienda dal Gip accusato di aver promesso case in cambio di sesso. Marrocco lo definisce sotto la voce «eventi del passato», anche se su quell'inchiesta si è innestato un ulteriore filone portato avanti dalla Mobile che è pronta a riferire al magistrato su come ha funzionato nella realtà il meccanismo delle assegnazioni nella storia recente di Chieti. Secondo Marrocco ci sono «difficoltà oggettive del presente» e «appare chiaro come nulla in tutto ciò possa essere ricondotto allo sbandierato "scandalo delle case popolari". Se vogliamo», prosegue l'assessore, «l'unico scandalo è fornito dall'assoluta inadeguatezza delle risorse abitative a disposizione del Comune, destinatario di un numero enorme di richieste anche a seguito delle conseguenze della crisi economico-sociale che attanaglia la nostra collettività e vittima di una carenza di alloggi di gravità inaudita. Questa amministrazione», spiega Marrocco, «sta cercando di fronteggiare al meglio possibile la pressante emergenza creatasi, e il tutto senza voler sottacere o sottovalutare le difficoltà alle quali l'ufficio Casa sta andando quotidianamente incontro e per il superamento delle quali l'organo politico (l'amministrazione comunale, ndc) è costantemente impegnato». Poi l'assessore spiega perché la sua nomina rappresenta un taglio netto col passato. «É preliminarmente necessario chiarire come l'amministrazione comunale, a seguito della indicazione del sottoscritto quale assessore al ramo», dichiara, «abbia inteso dare un taglio netto con le abitudini e le procedure del passato, eliminando ogni profilo di discrezionalità nell'assegnazione di abitazioni anche per le ipotesi di cosiddetta emergenza abitativa. La scelta politica è stata quella di applicare un principio di trasparenza e di valutazione per il tramite di criteri predeterminati, affidando il tutto ad una graduatoria la cui redazione e stesura è rimessa al competente settore amministrativo dell'ufficio Casa». Per questo «l'espressione "scandalo case popolari" fotografa una realtà del passato, in cui l'elemento discrezionalità l'ha fatta da padrone».

Francesco Blasi

©RIPRODUZIONE RISERVATA