Assegni scoperti per i bovini Arriva la seconda condanna
CHIETI. Ancora una condanna per il cinquantaduenne di Nettuno Marco Pacini per un’altra truffa sull’acquisto di alcuni capi di bovini. L’uomo si presentava come un acquirente di bestiame con le carte...
CHIETI. Ancora una condanna per il cinquantaduenne di Nettuno Marco Pacini per un’altra truffa sull’acquisto di alcuni capi di bovini.
L’uomo si presentava come un acquirente di bestiame con le carte assolutamente in regola: sceglieva i capi, li acquistava e pagava con assegni, ma al momento della riscossione si scopriva che l’operazione non poteva andare in porto per i venditori non riuscivano a riscuotere l’assegno.
Il 22 giugno scorso il tribunale di Chieti lo ha condannato per una truffa molto simile a 1 anno e 4 mesi. Mercoledì scorso, il giudice Valentina Ribaudo lo ha di nuovo condannato a 2 anni di reclusione più 600 euro di multa.
Il meccanismo della truffa risulta un po’ sempre lo stesso. L’uomo contattava ignari allevatori di Chieti e provincia e si presentava come un acquirente tranquillo e affidabile.
Millantava conoscenze importanti sul territorio, anche nel mondo della sanità, e aveva la capacità di entrare subito in grande confidenza con i venditori, che dunque non avevano problemi a fidarsi al momento della vendita degli animali. Salvo poi accorgersi di non poter incassare i soldi. È quanto è successo a gennaio del 2016 a un allevatore di Palena. L’uomo ha incontrato l’affabile acquirente e gli ha venduto prima tre bovini, al costo di complessivi 2.100 euro e poi un quarto al costo di altri 1.000 euro. All’allevatore di Palena vengono dunque consegnati due diversi assegni postali, da 2.100 euro il primo e da 1.000 il secondo, entrambi privi di copertura.
L’ultimo assegno da mille euro, inoltre, sarebbe stato anche frutto di un furto, tanto è vero che oltre che di truffa l’uomo è stato accusato anche di ricettazione.
Anche nella precedente truffa, un’anziana coppia di contadini di Chieti non era riuscita a riscuotere un assegno di 2.600 euro che Pacini aveva consegnato per l’acquisto di quattro bovini che poi aveva rivenduto al Mattatoio di Parma. In quel caso l’assegno restava insoluto essendo stato tratto su di un conto corrente chiuso.
La coppia di contadini teatini ha raccontato di essere venuta in contatto con Pacini attraverso un annuncio messo in internet per la vendita del bestiame. Pacini era sembrato una persona per bene e alla coppia aveva riferito che stava facendo diversi acquisti del genere in Abruzzo e specificatamente a Chieti e provincia. (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

