«Assente sì, ma per problemi di salute»

11 Febbraio 2016

Parla l’avvocato del portantino arrestato per truffa: recuperava le ore facendo straordinari

LANCIANO. «Ha problemi di salute, tanto che usciva dall’ospedale quando si sentiva male per tornare a casa. E le ore in cui era a casa poi le recuperava quando rientrava a lavoro. Non è mai andato al mare». Così l’avvocato Alessandro Troilo spiega il comportamento di Rocco Gianluca Dragani, 35 anni di Lanciano, commesso dell’ospedale Renzetti agli arresti domiciliari da martedì con l’accusa di truffa aggravata ai danni della Asl e falso. Per Procura e polizia, che ha eseguito le indagini per 6 mesi, il 35enne faceva risultare che era a lavoro, invece passava anche due o tre ore del suo turno fuori dall’ospedale, intento a sbrigare faccende personali.

All’inizio del suo turno timbrava regolarmente il cartellino, poi però si assentava e non timbrava l’uscita. Dopo due-tre ore rientrava, timbrava l’uscita di un quarto d’ora, quella “concessa” per la pausa, e poi di nuovo alla fine del turno. Ma non aveva lavorato a tempo pieno. Si sarebbe, quindi, procurato un ingiusto profitto pari alla retribuzione delle ore falsamente certificate; da qui l’accusa di truffa alla Asl. «Domani ci sarà l’interrogatorio con il gip Massimo Canosa che ha firmato l’ordinanza di misura cautelare per evitare che potesse reiterare il reato», aggiunge l’avvocato Troilo, «valuteremo la condotta da seguire, ma anticipo che Dragani ha problemi di salute e questo lo portava ad agire anche in modo impulsivo. Non è mai andato al mare e solo una volta al bar dell’ospedale. Proprio per “riprendersi” tornava a casa, ma le ore in cui era a casa le recuperava una volta rientrato a lavoro. Inoltre escludo totalmente l’accusa di falso perché lui è un commesso ospedaliero, un addetto alle fotocopie, all’apertura uffici, al servizio telefonico, non è né un pubblico ufficiale né è incaricato di pubblico servizio, quindi non può aver commesso alcun falso ideologico».

L’avvocato ha esposto sommariamente le ragioni di Dragani alla luce dei reati contestati, ma sarà il 35enne a scegliere domani se rispondere o meno alle domande del giudice nell’interrogatorio di garanzia. Questo è l’ultimo caso di assenteismo riscontrato in città dalla Procura dopo i cantonieri della Provincia, i dipendenti comunali e i lavoratori della Sevel che, per le accuse, nell’orario di lavoro si assentavano per fare altro, soprattutto sbrigare faccende personali, o, in Sevel, sfruttavano i permessi della legge 104 ma non per accudire i parenti in difficoltà.

Teresa Di Rocco

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